Il Tirreno

Pontedera

Morti al lavoro, rivista la pena

Il luogo dello scoppio e un’immagine del processo a Pontedera
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Il luogo dello scoppio e un’immagine del processo a Pontedera

Ridotta la condanna dopo l'esplosione della fabbrica

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 TERRICCIOLA. La storia di un processo penale, anche quando riguarda la morte di quattro persone che stavano lavorando, può essere infinita e tortuosa. Lo dimostra il caso dell'esplosione della pirotecnica Ciandri e dell'accertamento delle responsabilità in questo incidente sul lavoro. I "principali" imputati vennero condannati in primo grado (siamo ancora nel 2006) a cinque anni di reclusione. Si tratta del titolare della Pirotecnica Ciandri di Morrona, Guido Vannozzi, di Lari, e del gestore dell'azienda Francesco Nerli, di Ponsacco. 

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Dopo la tragedia vennero accusati, in concorso con altre persone indagate sia pure con ruoli diversi, per la morte di Giovanna Tani e Fabrizio Sansone, rimasti schiacciati dalle macerie dopo il crollo dell'edificio. Il giudice di primo grado condannò gli imputati al pagamento delle spese di costituzione di parte civile e al risarcimento dei danni alle parti civili costituite. Danni che sono stati liquidati nei mesi successivi alla conclusione del processo di primo grado. Del resto il giudice del tribunale di Pisa, sezione distaccata di Pontedera, aveva stabilito che gli imputati dovessero pagare una provvisionale immediatamente esecutiva: ai familiari di Fabrizio Sansone 40.000 euro ciascuno per i genitori, 25.000 euro per ciascuno dei fratelli, 20.000 euro ciascuno per nonna e zia; ai familiari di Vasco Squarcini complessivi 130.000 euro per la vedova, anche in nome e per conto dei figli minori, 40.000 euro ciascuno per i genitori; ai familiari di Ilaria Tani 40.000 euro per Rosanna Fogli, 25.000 euro ciascuno per Barbara e David Tani; agli eredi di Giovanna Tani 50.000 euro per Furio Buti, 30.000 euro ciascuno per Agnese e Mirko Buti. All'unica superstite della tragedia, Simona Panicucci, venne riconosciuta una provvisionale di 50mila euro. Dopo la sentenza è stato trovato un accordo economico con le famiglie delle vittime.  Il processo ha percorso tutti e tre i gradi di giudizio fino alla Cassazione che nei mesi scorsi ha inviato nuovamente il fascicolo alla Corte d'appello di Firenze per la determinazione della pena per l'accusa di omicidio colposo.  Pena che, pochi giorni fa, è stata rideterminata e ridotta a tre anni e dieci mesi. S. C.

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