Il Tirreno

Pontedera

Il soccorso è avvenuto davanti a una banca sul “Piazzone”

Resta con il braccio imprigionato nella cassa, liberata da due baristi

I due baristi del Beat Giuseppe Arena (a sin.) e Luca Firmani
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I due baristi del Beat Giuseppe Arena (a sin.) e Luca Firmani

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 PONTEDERA. Lavorano in due bar, Salza e Beat, che potrebbero essere in concorrenza e si trovano a due metri l'uno dall'altro sulla stessa piazza. Ma dipendenti e proprietari delle due attività hanno saputo costruire nel tempo rapporti di amicizia. Che un fatto di cronaca, per fortuna a lieto fine, renderà ancora più stretti.  Martedì sera, alla fine di una serata di Shopping sotto le stelle, Luca Firmani proprietario di Beat e il suo collaboratore Giuseppe Arena sono stati protagonisti di un atto di "salvataggio". Sono corsi in aiuto, mentre si era formata una piccola folla di curiosi, di una collega della concorrenza. Hanno aiutato la responsabile del bar Salza, in piazza Martiri della Libertà. La donna era rimasta, per cause che dovranno essere accertate, con un braccio imprigionato nella cassa continua di un istituto di credito dove era andata a fare un rapido versamento.  «Ero con Giuseppe nel bar - racconta Firmani - quando abbiamo visto un gruppo di persone vicino alla banca. Poi abbiamo sentito gridare. D'istinto siamo andati a vedere cosa stava succedendo». C'era la barista di Salza stesa per terra, piegata dal dolore. Il braccio rimasto pressato nel meccanismo della cassa continua. Non riusciva a muoverlo e neppure a liberarlo. Qualcuno aveva già chiamato vigili del fuoco e ambulanza ma lei era lì che non ce la faceva più a resistere in quella condizione.  Luca e Giuseppe, con la freddezza necessaria in queste situazioni, sono tornati nel bar e hanno preso alcuni strumenti di ferro per fare leva sulla chiusura della cassa continua. In pochi minuti sono riusciti a liberare il braccio della sfortunata dipendente del bar pasticceria che un tempo apparteneva alla famiglia Fornai. «Per fortuna alla fine non è successo niente di grave. Siamo riusciti a sbloccare il meccanismo che "tratteneva" la mano e il braccio della donna. Lei si è molto spaventata ma non è rimasta ferita. Il nostro intervento è stato utile e così non è stato necessario il lavoro dei vigili del fuoco».  Stretta di mano finale e tanti ringraziamenti. Le conseguenze potevano essere peggiori, così almeno si è temuto quando la donna ha cominciato a chiedere aiuto piuttosto allarmata per quello che le stava capitando. S. C.

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