Gioco
Un meccanismo sul filo della legge per aggirare gli ostacoli delle regole
Manolo Morandini
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Una distesa di pannelli fotovoltaici installati nelle campagne sanminiatesi A destra il primo cittadino Vittorio Gabbanini 3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. C'è più di un ombra sul lago di specchi che tiene sotto scacco le campagne di San Miniato. Le carte raccontano di un disegno conosciuto a tutti, che ha permesso di intervenire sul filo od oltre la legge. A chi nell'affare ha il ruolo dell'imprenditore, mosso dal realizzare un profitto, e a chi ha il compito di decidere e autorizzare, avendo a cuore il bene comune. Nel mezzo ci sono i proprietari che hanno affittato i terreni. Ecco gli ingredienti dell'affare. Tutti i progetti sono per impianti di potenza inferiore al megawatt, in modo da mantenere il perimetro delle necessarie autorizzazioni tra il Comune e la Provincia di Pisa. La soluzione, infatti, permette di restare al di sotto della soglia minima (1Mw) oltre la quale è prevista la Valutazione di impatto ambientale (Via), che compete agli uffici della Regione. Per attenuare i dubbi di chi sottolinea la contiguità di molti dei campi di silicio e offrire una sponda in più per "aggirare" la legge, ogni progetto è in testa a un'azienda diversa. Ma molte sono solo nominalemente distinte, dentro gli organi societari si ritrovano gli stessi nomi. Tanti i campi dai confini sfumati che sono stati autorizzati, in barba a distanza e criteri per la valutazione dell'impatto ambientale. Si chiamano Isola Sud, Roffia Nord, Sole Isola Est e Sole Isola Oveste uniti sono l'esempio più macroscopico. L'unico lago di specchi pressoché completato. In parte insiste sulle terre di Paolo Nacci e per il resto dell'Istituto diocesano del clero. Tutti impianti autorizzati nell'ambito di Conferenze dei servizi convocate nello stesso giorno, il 27 agosto 2010. Una coincidenza di data che mette ancor più in luce il meccanismo con cui si è pensato di spianare la strada al silicio. È tutto nero su bianco, nelle carte con cui la Provincia autorizza i progetti. "L'impianto non è stato sottoposto a verifica di Via, in quanto di potenza inferiore a 1 Mw, e la legge in vigore non prevede, nello specifico, modalità di valutazione degli effetti cumulativi derivanti da impianti vicini - si legge in una delle determine di autorizzazione fotocopia -. Nel caso specifico è prevista la realizzazine di un impianto di caratteristiche simili in adiacenza a quello oggetto di autorizzazione, proposto da una società nominalmente distinta, seppure caratterizzata dal medesimo assetto societario. La Conferenza considerato che hanno punti di consegna distinti e sono proposti da società formalmente diverse, ritiene che non ci siano le condizioni per richiederne la verifica di Via". E un pugno di righi più sotto c'è il parere del Comune di San Miniato: "Considerato che il progetto è conforme alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie, esprime parere favorevole alla realizzazione dell'impianto". Ma Isola Sud, Roffia Nord, Sole Isola Est e Sole Isola Ovest svelano anche dell'altro. È a questi progetti che punta il dito l'amministratore delagato di Actasol nel sottolineare che per alcuni sono state riservate delle «corsie preferenziali». I quattro campi arrivano sul tavolo della Provincia tra il 19 e il 22 aprile del 2010. Il 2 agosto si apre la conferenza dei servizi, per questi e altri 5 progetti. Dopo 25 giorni il via libera. Una cadenza che cozza con i 5 mesi necessari per chiudere l'esame di 8 dei 15 progetti della Actasol. Da metà dicembre 2010 a metà del maggio scorso. Salvo poi congelarle l'8 luglio.
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