Il Tirreno

Pontedera

I tagli al personale docente e a quello Ata al centro del consiglio comunale congiunto di Castelfranco

Ora rischia anche il "Carducci"

Rachele Di Saverio
Una manifestazione di protesta degli studenti a San Miniato
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Una manifestazione di protesta degli studenti a San Miniato

I pochi iscritti (appena 12) non consentono la formazione della prima

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 CASTELFRANCO. Grande partecipazione al consiglio comunale congiunto sulle problematiche delle scuole dei comuni di Castelfranco, Montopoli, Santa Croce e San Miniato. Istituzioni, dirigenti, insegnanti e genitori hanno fatto il punto su una situazione descritta da tutti come drammatica e pericolosa per la qualità della didattica sul territorio.  È emersa la complessa situazione del liceo Carducci di San Miniato. Dopo l'odissea passata lo scorso anno dal "Falchi" di Montopoli, adesso è un altro liceo delle scienze sociali a rischiare di scomparire per i medesimi motivi: il numero troppo basso di iscritti (attualmente 12) non permette al Provveditorato di concedere la classe prima. Sandro Scapellato, preside del polo scolastico che comprende Carducci, Falchi e Marconi, si è mostrato preoccupato per il futuro dell'istituto.  Al centro della discussione sono stati però i tagli previsti nella manovra finanziaria all'approvazione delle Camere: «La scuola non è più vista come un settore in cui investire - ha sottolineato l'assessore castelfranchese all'istruzione Isa Vanni -, sono ormai tre anni consecutivi che le risorse vengono drasticamente ridotte».  Il quadro tracciato dai dirigenti degli istituti comprensivi del Valdarno Inferiore evidenzia una situazione a dir poco paradossale, in cui, nonostante un aumento della popolazione scolastica con molti alunni stranieri, si ha una drastica riduzione del corpo docente e del numero delle prime concesse (una in meno alla secondaria di Castelfranco e alla primaria e secondaria di Santa Croce) con un conseguente sovraffollamento delle classi che arrivano in molti casi a raggiungere i 30 alunni anche in presenza di ragazzi portatori di handicap che, da normativa, dovrebbero essere inseriti in aule molto meno numerose.  Ad aggravare la situazione è il netto taglio del personale Ata (almeno 2 collaboratori in meno per ogni istituto comprensivo) che crea grosse difficoltà non solo per effettuare i servizi di pulizia, vigilanza, garantire il pre e post scuola ma anche per permettere le aperture e le chiusure pomeridiane. Di fatto si ha poi la soppressione dei docenti specialistici per l'inglese e del personale di sostegno. In questa situazione è così difficile attivare percorsi didattici specifici per disabili e stranieri. Altra questione spinosa riguarda la riduzione dei fondi per il tempo scuola con molte richieste respinte per l'attivazione del tempo pieno sia alle elementari che alle medie.  Grosse le problematiche anche per le scuole dell'infanzia di Castelfranco (da 11 a 10 sezioni), Santa Croce (2 classi in bilico) e Montopoli (non accreditata la classe finanziata dalla Regione), dove in futuro si rischia di tornare alle liste d'attesa se Provincia e Comuni non si faranno carico di attivate altre sezioni.  Contro questa allarmante situazione il consiglio ha presentato un documento congiunto con richieste specifiche a difesa della scuola pubblica che sarà approvato nei rispettivi consigli e inviato alle autorità competenti.

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