Il dolore
Il ruolo della Diocesi
«Non tollererò modi di fare ambigui»
2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Sui campi fotovoltaici realizzati sui terreni dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di San Miniato interviene il vescovo Fausto Tardelli. Il legame dell'Istituto con la diocesi «è diretto e immediato» e pertanto il vescovo, sottolinea Tardelli, «ha una superiore responsabilità di vigilanza che deve necessariamente mettere in atto». «Ho subito chiesto e ottenuto dai responsabili dell'Istituto le più ampie assicurazioni che si è operato nella massima trasparenza e legalità - dice il vescovo - Sarà mia premura verificare quanto mi è stato detto e va da sé che non tollererò in alcun modo che si associno a istituzioni ecclesiastiche modi di fare ambigui o "affaristici". La Chiesa di San Miniato non è ricca e nemmeno le interessa esserlo. Ha un patrimonio consistente, ma è fatto di chiese storiche e strutture parrocchiali bisognose di risorse, peraltro mai sufficienti, perché non cadano a pezzi». Che aggiunge: «La Chiesa di San Miniato non fa "affari" con nessuno e non li vuole nemmeno fare, disposta tranquillamente a passare da sciocca agli occhi del mondo. Ma noi siamo contenti così. Per questo motivo ci secca moltissimo essere trascinati in qualcosa che è alieno dal nostro modo di essere». «La scelta del fotovoltaico è sicuramente una buona scelta. Che su questa scelta si innestino illegalità e malaffare è tutt'altra cosa e intendiamo perciò essere estremamente vigilanti e prenderne in ogni modo le dovute distanze - conclude - La Diocesi e l'Istituto per il sostentamento del clero sono a disposizione per fare chiarezza su ogni aspetto che li riguardano in merito alla vicenda del fotovoltaico di Roffia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
