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Pontedera

«Nessuno ci aveva detto che gli impianti confinanti potevano essere bloccati»

Uno degli impianti che si trovano nella frazione di Isola
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Uno degli impianti che si trovano nella frazione di Isola

Parla l'escluso Zanardo che all'affare aveva dedicato 30 ettari Dei progetti sui suoi terreni 7 sono stati rifiutati e 8 congelati

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 SAN MINIATO. «È necessario da parte nostra fare un po' di chiarezza». Inizia così Alessandro Zanardo, parlando a nome di tutta la famiglia, a pochi giorni dalla decisione della Provincia che ha congelato gli ultimi 8 dei 15 impianti fotovoltaici di Roffia. «È iniziato tutto con il bando - dice, riferendosi all'avviso pubblico del Comune di San Miniato -. Abbiamo messo a disposizione i terreni, come hanno fatto tutti i proprietari che volevano rientrare nella lista».  «Ci siamo accordati con la Actasol, che era interessata ad avere tutti e 30 gli ettari - prosegue Zanardo -. Nessuno è venuto a dirci che 15 impianti erano troppi, anzi, con l'azienda il Comune si è sempre mostrato disponibile ad andare avanti». E aggiunge: «Anche a fine gennaio scorso il Pd locale ha confermato il programma elettorale sulle rinnovabili. Se il sindaco avesse detto qualcosa in contrario l'azienda non avrebbe presentato tutti gli impianti, ma solo quelli che avevano il benestare del Comune e della Provincia, evitando perdite di tempo e di denaro».  Il Comune, alla fine del 2010, ha però chiesto di rinviare di oltre un mese le prime conferenze dei servizi. «Per noi - precisa - non è stato un segno di rifiuto, tutt'altro. Il Comune voleva valutare i 15 impianti nel loro insieme, chiedendo all'azienda di impegnarsi a proprie spese per migliorare la viabilità e realizzare parcheggi e spazi pubblici con giochi e panchine. Del resto, si trattava di un grande impianto e ci sembrava normale che il Comune avanzasse grandi richieste. Infatti, nelle Conferenze dei servizi di dicembre e gennaio il Comune dette parere positivo agli 8 impianti che la Provincia ha poi autorizzato. Continuiamo a stupirci quando leggiamo che sia il Pd sia il sindaco dicono di aver dato parere negativo». Da qui il cambio di rotta: «Lo stesso Comune - dice -, in maniera non chiara, per i rimanenti 7 impianti ha dato 1 parere sospensivo e 6 negativi, mentre gli altri 8 sono rimasti fermi in attesa della determina. A noi sembra che i tempi per completare le domande siano di 180 giorni. Considerando che le prime sono state presentate a luglio ci dicano con quale regolamento debbono essere valutate».  Il resto è storia recente, con gli 8 progetti prima confermati dalla Provincia e poi congelati per ulteriori verifiche. «Il tutto senza sapere in base a quali leggi e a quali norme - prosegue -, perché se il problema è la vicinanza tra gli impianti vale per il 90% di quelli di San Miniato. In questa vicenda sono mancati la chiarezza e il dialogo da parte dell'amministrazione, che alla fine ha scontentato tutti». E conclude: «Ben vengano le indagini e gli accertamenti della Finanza: non abbiamo fatto niente di illegale. Alla fine, però, qualcuno dovrà pur dire perché le stesse domande con le stesse risposte a qualcuno sono state accettate e a qualcuno no. Con che criterio si è deciso? Crediamo che il Comune non abbia agito in maniera corretta e trasparente, e che un indagine della Procura possa chiarire ogni aspetto della vicenda, in modo che ognuno paghi i propri errori».

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