Sicurezza
Penalizzati e delusi Sfogo dei promotori della Notte Bianca
Francesca Suggi
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Un momento della Notte Bianca svoltasi sabato scorso a Volterra 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Delusi. Rammaricati. Con la sensazione di essere stati il «ricettacolo degli ubriachi». E certi che tanti dei locali del centro non abbiano rispettato l'ordinanza del Comune sulla chiusura, penalizzando il loro evento. «E senza neppure un vigile a fare multe», si sfogano gli organizzatori dell'evento Notte Bianca 2011 "Volterra, terra di cinema". I promotori fanno capo alle associazioni fiorentine Reality Bites e Nuovi Talenti musicali che hanno vinto il bando per la kermesse finale alla Fonte di Docciola. Ma cosa non ha funzionato secondo l'operatrice culturale Martina Lazzerini? «Noi cominciavano alle 19 - dice - eppure la gente ha iniziato a venire solo intorno alle 2». Secondo lei gli accordi con l'amministrazione erano diversi e parla di un'ordinanza ad hoc emanata dal Palazzo con cui si ordinavano orari di chiusura da rispettare per i locali del centro. «L'ordinanza c'era - continua - si diceva che intorno alla mezzanotte i locali che facevano musica dovevano abbassare il volume. Soprattutto si diceva che al di là di musica dal vivo, non potevano essere allestiti dj set fino all'alba. Così non è stato, qualcuno ha seguito l'ordinanza ma tanti no, e sono andati avanti fino alle 4». Gli organizzatori parlano di una carenza di vigili in giro a controllare. «Noi avevamo un programma per una Notte Bianca alternativa, con proiezioni dedicate alla tradizione che Volterra ha con il cinema, un gruppo che suonava dal vivo. Per allestire il tutto abbiamo speso qualche migliaio di euro che sicuramente non abbiamo ripreso». E aggiunge: «Anche perché quando la gente è arrivata in massa verso le 2, alticcia, certo non aveva voglia di cose acculturate e ci siamo limitati a fare dj set». L'esordio dell'organizzazione fiorentina, quindi, non è stato dei migliori. Il 6 agosto ci sarà il bis, ma già si pensa a provvedimenti. «Abbiamo chiesto a un funzionario del Comune un incontro col sindaco, perché abbiamo bisogno di capire se possiamo lavorar bene oppure no».
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