Il Tirreno

Pontedera

«Lunedì andrò al mare con Lapo»

Francesca Suggi
La scientifica dei carabinieri effettua i rilievi sull’auto dove sono stati trovati bruciati i corpi di Simona Alessandroni e dei figli Letizia e Lapo
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La scientifica dei carabinieri effettua i rilievi sull’auto dove sono stati trovati bruciati i corpi di Simona Alessandroni e dei figli Letizia e Lapo

L'ultima telefonata della mamma che si è data fuoco coi suoi due bambini

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 LARI. L'ultima telefonata, sabato, alla mamma che abita all'Isolotto di Firenze. Alle 12,30. «Lapo sta meglio, mi ha detto la pediatra che lunedì posso portarlo al mare». Le ultime parole di Simona Alessandroni alla famiglia sono state queste. Poche e rassicuranti, sulla salute di quel "batuffolo biondo", come lo chiamavano le maestre, che in spiaggia insieme alla sorella Letizia di 11 anni non arriverà mai.  Mamma Simona, poche ore dopo, sarà risucchiata da un inferno di fuoco, insieme ai suoi due bambini.  Eros e thanatos. Amore e morte. Un abbraccio letale, nell'auto di famiglia, che annienta tre vite. In un rogo, appiccato da lei che, a quei due figli, la vita l'aveva donata.  «Se ci avesse chiesto un aiuto, se ci avesse dato un segnale forte di disagio, mai niente», la zia della giovane mamma 40enne a fatica trova le parole. Nella casa dei genitori di lei, di quei nonni materni per cui Letizia e Lapo stravedevano, è un baratro di dolore. Da quattro giorni. «Non riusciamo veramente a dare un senso a questa tragedia immane», continua la zia.  Inevitabilmente torna fuori il rapporto conflittuale con il compagno di Simona, Bruno Pucci di 35 anni, che lavora in una pasticceria di Prato. «Sì è vero - conferma - la coppia litigava spesso, ma come succede a tanti. Di qui a supporre che ci fossero problemi più gravi era impossibile».  La signora non manca di sottolineare che la coppia eva avuto l'ennesima discussione proprio durante il pranzo di sabato, giorno della tragedia. Una scaramuccia che, forse, aveva assunto toni e argomenti più caldi del solito tanto che Pucci se ne sarebbe addirittura andato dalla loro casa in via Rossini, alle Quattro Strade di Lari. «Ho saputo che dopo la discussione il compagno se ne era andato via con suo figlio Leonardo, però mai avremmo pensato - e la voce si spezza - a quel che di lì a poco sarebbe successo».  Sempre più spesso il bambino di 11 anni, nato da un'altra relazione avuta da Pucci, viveva in quella villetta color pastello a Lari, insieme a Simona e ai due bambini. «Mia nipote trattava il bambino proprio come un figlio, il rapporto era ottimo. Certo, Simona praticamente era sempre da sola con i tre bimbi».  Solitudine. Incomprensione. Peso di un rapporto a due sempre più sfilacciato e poi un raptus di follia omicida che spazza via l'equilibrio di una mamma sempre premurosa e attenta ai suoi figli. «A scuola - continua - le maestre potranno testimoniare che Bruno non era mai presente ai ricevimenti, alle recite. C'era sempre e solo Simona». Al dolore dei familiari, adesso si unisce l'attesa. Quella di sapere, dall'autopsia, se Letizia e Lapo siano stati narcotizzati o meno prima dell'incendio. «Speriamo solo che non abbiano sofferto», conclude con il cuore spezzato dai ricordi.

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