Il Tirreno

Pontedera

La Chiesa squarcia il velo

Francesco Giani
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Francesco Giani

Fotovoltaico, l'attività di Giani e Meneguzzo come intermediari

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SAN MINIATO. Il velo lo squarcia l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di San Miniato. E dietro spuntano Francesco Meneguzzo, professionista del Cnr, e l'avvocato Francesco Giani, consigliere provinciale in quota Pd, sotto le insegne della Scout, l'azienda delle rinnovabili che da marzo scorso è in liquidazione. «Non li conoscevo, si sono proposti con un'offerta che c'è sembrata la più idonea - dice don Giampiero Taddei, presidente dell'Istituto -. Abbiamo messo a disposizione i terreni per i quali riceviamo un canone d'affitto. Si tratta di aree incolte da decenni e per le quali abbiamo ricevuto più di un'offerta». E aggiunge: «Sapevamo che avrebbero realizzato un impianto fotovoltaico. Una volta Meneguzzo e Giani ci hanno fatto incontrare l'impresa che li avrebbe realizzati».  Dalle parole del sacerdote si riavvolge il filo di uno schema già visto il Alta Val di Cecina per le vicende del mini eolico. Da Colle a Colle, infatti, sembra esserci più di una coincidenza. Di nomi. L'avvocato Giani, Francesco Meneguzzo e Simone Grossi, in qualità di amministratore unico della Scout. Tutti tornano come firmatari di una scrittura privata, datata 16 luglio 2010. Dentro il documento si legge che i tre "hanno intenzione di collaborare tra loro al fine di svolgere l'attività tutta diretta all'ottenimento delel autorizzazioni necessarie all'installazione e alla conduzione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti energetiche rinnovabili (Fer)".  Il documento prosegue sottolineando che "con la presente scrittura di definire i rispettivi ruoli e le conseguenti partecipazioni agli utili che deriveranno dalla realizzazione del suddetto progetto". Uno schema semplificato dallo stesso Giani, finito nel mirino della direzione del Pd pisano: «Si tratta di consulenze che sono proprie del mio lavoro di esperto giurista ambientale».  Consulenze che oltre alla notula consistono nella suddivisione degli utili derivanti dal buon fine delle operazioni. Questo quanto si sarebbero divisi: "La Scout percepirà il 20% dell'utile conseguente all'ottenimento, vendita, cessione e/o gestione delle suddette autorizzazioni". Per Meneguzzo il compito di occuparsi "della parte tecnica del progetto in questione, dell'individuazione e/o discriminazione dei siti, oltre a conferire un supporto generale". Attività per la quale le carte parlano di una quota di "utile del 25%". La stessa percentuale assegnata a Giani per il "supporto normativo, concedendo l'assistenza legale necessaria per l'ottenimento delle suddette autorizzazioni".  Sono partite a maggio le indagini nell'ambito delle energie rinnovabili. A stuzzicare l'intervento delle Fiamme Gialle il caso mini-eolico scoppiato nel Volterrano. Tra i nomi coinvolti quelli di Giani, Meneguzzo, che ha curato il regolamento comunale etrusco sulle energie rinnovabili, insieme all'azienda Scout e all'ex presidente del Santa Chiara Emanuele Orsi. Si erano uniti con una scrittura privata per dare gambe allo sbarco delle rinnovabili sul territorio.  Non si nasconde Meneguzzo, raggiunto al telefono in Russia. «C'è poco da spiegare, è perfetto quanto detto da don Taddei». Il suo nome si ritrova nella corsa elettorale del sindaco Gabbanini. Dalla convention sulle energie green, in cui si ritrovano persone e imprese della corsa al silicio sanminiatese, alla merenda di chiusura della campagna elettorale, apparecchiata proprio a casa Meneguzzo. «Siamo in democrazia e ciascuno può pensare quello che vuole. Quella fu un'iniziativa innocente. Altrimenti se si vuol sostenere dell'altro è necessario dimostrarlo».

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