Il Tirreno

Pontedera

A SCUOLA

L'aiuto di una psicologa per i compagni di Letizia

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 LARI. La poesia in rima dedicata alla sua mamma per la festa del 10 maggio. Quella con cui aveva raccontato la vita di "Pomodoro Tomato". Tanti, troppi e strappalacrime i lavori che Letizia da due anni a questa parte aveva fatto in classe. Quarta e quinta B: due anni di pensieri, sorrisi, divertimento e lezioni che la maestra di italiano Lucia Diomelli, insieme alla vicaria della scuola elementare di Lari, Francesca Ostuni, mai si dimenticheranno. E di buon mattino sono proprio loro a tornare a scuola, a spulciare negli archivi per raccogliere tasselli della "loro" Letizia. «Vogliamo ridare luce alla nostra stellina che non c'è più», dicono affrante dal dolore. E' un colpo basso tornare in aula. Vedere il banco dove la bambina era arrivata due anni fa. Soprattutto è un nodo in gola, che non si scioglie, la lista di tutti gli studenti passati dalle elementari alle medie, proprio come Letizia, che aspettano di essere divisi in sezioni per il loro debutto, a settembre. «C'era anche il suo nome in quell'elenco, vederlo è stato un colpo al cuore», afferma Francesca Ostuni.  L'intenzione delle insegnanti è quella di ricordare così la piccola, bravissima a fare le poesie. Mettendo insieme tutti i tasselli di quel mosaico di vita e di energia tipici di quell'età, che culminano con la recita di fine anno. Letizia come Beatrice, sul palco a recitare, circondata dall'affetto della mamma, dei nonni, dei fratelli. Ma non del padre, che in quell'occasione non era presente.  Il prossimo passo sarà quello di spiegare, nel miglior modo possibile, ai compagni di classe quel che è successo. «Ho già contattato una psicologa per capire come affrontare l'argomento in classe», prosegue Linda Diomelli. F.S.

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