Il Tirreno

Pontedera

In troppi non pagano l'Ici

Paola Silvi
In troppi non pagano l'Ici

Via ai controlli: il Comune vuol recuperare 400mila euro

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 PONTEDERA. A caccia dei distratti dell'Ici. Il Comune si rimbocca le maniche e invia a più riprese una pioggia di avvisi di accertamento. Invitando i cittadini che già non lo sono a mettersi in regola. A saldare i conti in sospeso. E saranno oltre 2500 a vedersi recapitare a casa, nella cassetta della posta, il fatidico atto. Al momento gli occhi dell'ufficio tributi sono puntati sul 2008.  «Stiamo controllando le seconde case, le aree divenute edificabili nel corso del 2008 - spiega i termini della verifica Nicla Minuti, responsabile dell'ufficio tributi del Comune di Pontedera - gli altri fabbricati come i garage che non sono di pertinenza alla prima casa, gli omessi o gli insufficienti versamenti dell'imposta e la mancata o infedele denuncia». Una ricerca del sommerso che però scagiona la mala fede della maggior parte dei pontederesi. Se da una parte l'amministrazione si impegna in controlli degni dei più esperti 007, dall'altra sono sempre meno gli evasori e i furbetti del fisco. «L'80% dei pontederesi corre subito ai ripari dimostrando un lato virtuoso - specifica l'assessore Marco Papiani - degno di lode. La maggior parte delle persone si affretta a saldare il pagamento mentre solo un 18% di utenti deve ancora adempiere ai propri doveri». Nel mirino del Comune, ci sono soprattutto i residenti che hanno presentato una denuncia infedele, vale a dire incompleta o imprecisa. «A volte capita che adottino un'aliquota ridotta ma che si dimentichino di allegare la denuncia. Dai dati emerge - ribadisce la responsabile - che la gran parte dei cittadini sono in regola dimostrando di aver effettuato dichiarazioni corrette sui propri immobili». Insomma, non tutti coloro che eludono le imposte dirette, lo fanno premeditatamente. «C'è chi considera le rendite catastali sbagliate o chi, e sono i più, resta convinto che l'abitazione principale sia quella che acquistano mentre la prima casa è quella dove si prende la residenza, tralasciando così di pagare il dovuto». I distratti e i ritardatari cronici del fisco sono allora avvertiti perché i margini di evasione si restringono sempre di più. E le stime di recupero confermano il trend. «Prevediamo di far rientrare nelle casse comunali - entra nel merito Minuti - escludendo la parte di riscossione coattiva, per sua natura sempre difficile da quantificare, una cifra che sfiora i 400mila euro».

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