La manifestazione
Il cento è doppio e tutto in rosa
Jacopo Paganelli
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Alessandra Taddei Alessandra e Eleonora sognano il camice bianco
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CASCINA. Finalmente finisce l'esposizione dei cartelloni al Pesenti di Cascina. Ha tribolato e aspettato la V E, l'ultima delle ultime classi a uscire sul fatidico albo. Ma alla fine l'attesa ha premiato: ben due i centisti che ha sfornato. O meglio, le centiste: sono infatti entrambe ragazze quelle che si sono messe in saccoccia la cifra tonda a due zeri. Il gradino più alto del podio scolastico. Alessandra Taddei ed Eleonora Bianco hanno le idee chiare sul proprio futuro. Tutte e due puntano a fare il medico e a entrare alla facoltà di medicina e chirurgia di Pisa. «Nel caso non ci riuscissi, ho già in mente di ripiegare verso ingegneria», racconta Alessandra. La stessa opzione la prende in considerazione anche Eleonora: segno che il luogo comune che vuole i secchioni acerrimi rivali, pronti a scannarsi fra i banchi se l'altro alza per primo la mano, è solo un mito metropolitano. «Non siamo affatto rivali, la nostra classe è sempre stata molto unita. Siamo proprio una bella compagine». Che stasera si ritroverà a cena dalla professoressa di inglese Menichetti.La tesina Eleonora l'ha portata sul rapporto fra scienza e lettere - per unire l'umanistico al matematico - mentre Alessandra sulle occorrenze del treno all'interno della letteraturaEntrambe le centiste però non erano troppo sicure del risultato e non ci avrebbero messo, come si suol dire, la mano sul fuoco. «La prova di matematica era difficilissima, davvero impegnativa. E dunque, non avendo raggiunto il massimo nelle prove scritte, pensavamo di non farcela ad arrivare fino al punto di dare il massimo», continua raggiante e col sorriso sulle labbra Eleonora. Meglio sono andati invece i temi: una ha scelto quello con la citazione di Feuerbach «siamo quel che mangiamo», l'altra passione e sentimento. Fuori, nel cortile che conduce all'entrata della scuola, un groviglio di teste all'ombra dell'ingresso punta l'albo delle esposizioni, complimentandosi con le più brave. «La classe V E ringrazia l'istituto Pesenti, i professori, il preside Betti e tutto il personale», ci tengono alla fine a sottolineare i ragazzi in maniera quasi corale.
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