Il Tirreno

Pontedera

«Ci hanno invitato a cena a fine giugno: avevano fatto dei lavori alla casa ed erano contenti»

Una felicità solo apparente

Ancora curiosi sul luogo del dramma a Santo Pietro Belvedere
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Ancora curiosi sul luogo del dramma a Santo Pietro Belvedere

La vicina di casa tornata dalle vacanze: «Mai sentiti litigare»

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 LARI. Per tutti erano una famiglia felice, con i problemi comuni. Ma era solo un'apparenza e Simona Alessandroni, 40 anni, viveva in una condizione di estrema solitudine in parte creata anche dalla sua incapacità di accettare la realtà. Mai un cedimento. Mai uno sfogo. Neppure con la vicina di casa che era diventata la sua migliore amica pur non avendo la stessa età. Una felicità "costruita". Intanto Simona, descritta da tutti come una persona molto riservata, pensava a come liberarsi da quella vita. Era magrissima: chissà da quanto tempo si stava consumando dentro. Chi conosce la famiglia stenta a credere che una mamma così premurosa possa avere ucciso i suoi figli. Giovanna Nicolais, 62 anni, ha le lacrime agli occhi e la voce tremante quando parla della donna. Per lei, che ancora nonna non è, quei due bambini, Letizia, 11 anni, e Lapo, 3 anni, erano come nipoti. La loro madre una figlia. «Sono stata in vacanza alcuni giorni - comincia - e quando ho saputo della tragedia non ero a Quattro Strade. Mi hanno telefonato, poi con mio marito siamo andati su internet e abbiamo letto. Pensavo si trattasse di uno sbaglio. Sembravano una famiglia tranquilla. Non li ho mai sentiti una volta litigare. Magari rimproveravano i figli», ha ripetuto più volte anche ai carabinieri che ieri mattina l'hanno sentita a lungo insieme al marito Mario Maffucci. Sì, Mario. Che il piccolo Lapo chiamava sempre quando scendeva nel giardino a giocare. Ora quella vocina non c'è più. Intorno alla villetta dove abitavano i bimbi uccisi c'è il vuoto. Un grande silenzio. Nessuno ha voglia di parlare, nessuno si è avvicinato al marito di Simona nelle sue brevi visite a casa.  «Erano una coppia in crisi? Lo abbiamo letto sui giornali. Per noi erano una famiglia unita. Eravamo molto legati a Simona e lo siamo ancora a Bruno. Alla fine di giugno insieme a mio marito - continua Giovanna - siamo stati a cena a casa loro. Avevano fatto dei lavori alla casa, messo un gazebo all'esterno e il barbecue, fatto installare le telecamere. Progettavano le vacanze al mare... credo per Ferragosto, volevano andare a Cecina. Mi sembra tutto impossibile».  Simona e il convivente, a metà giugno, sono stati in gita a Gardaland con i bambini. «Lei faceva grandi sacrifici per stare dietro ai bambini. Li accompagnava a scuola, ai giardinetti, la bimba per un periodo è andata anche in palestra». Frequentava la Ginnastica Tica a Quattro Strade. Era stata fotografata al saggio di fine anno (l'anno scorso) e la sua foto pubblicata insieme a quella di altre danzatrici sul giornalino dell'associazione che gestisce la palestra pubblica ogni anno. «Mi dispiace tanto per quello che è successo. Siamo sconvolti». E Simona se n'è andata con i suoi angeli e i suoi segreti. S.C.

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