Il Tirreno

Pontedera

Confronto aperto sulla rappresentanza e la validità dei contratti aziendali

Piaggio, l'unità sindacale divide Fim e Uilm stringono sulla Fiom

A lato un momento del corteo di giovedì scorso; a destra un operaio Piaggio al lavoro
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A lato un momento del corteo di giovedì scorso; a destra un operaio Piaggio al lavoro

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 PONTEDERA. Nella cornice di una ritrovata unità nazionale in Piaggio il sindacato marcia diviso. C'è l'accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e la validità dei contratti aziendali a gettare benzina sul fuoco delle contrapposizioni, sottolineate dallo sciopero di giovedì scorso.  In particolare, le nuove regole sulla rappresentanza per i delegati Fim-Cisl della Rsu Piaggio «nel confermare il pluralismo sindacale come fattore positivo, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità e storia, danno certezza della validazione dei accordi aziendali rimettendo al centro delle decisioni la Rsu». Insomma, è il parlamentino il luogo deputato al governo e a far sintesi dell'azione sindacale in fabbrica.  «Chiediamo alla Fiom interna, che risulta minoranza tra i lavoratori iscritti al sindacato e tra le Rsu, di accettare le regole della democrazia delle quali spesso si ergono impropriamente a paladini - proseguono i sindacalisti Fim -. La situazione del mercato delle 2 ruote, strutturalmente in calo in Europa e in Italia, pone a tutto il sindacato presente in Piaggio nuovi e più forti impegni per salvaguardare l'occupazione e i redditi insieme al ruolo e al futuro dello stabilimento di Pontedera».  Netta la bocciatura della linea seguita dai delegati della Rsu aderenti a Fiom, al cui interno la maggioranza fa capo a Rete 28 Aprile. «Consideriamo del tutto strumentali e non utili per i lavoratori la valanga di scioperi proclamati negli ultimi mesi con motivazioni dubbie, generici e fumosi e probabilmente unicamente in funzione dello scontro interno alla Fiom e contro la Cgil». La Fim traccia la rotta: «La strada degli investimenti, delle nuove iniziative e della sfida tecnologica, non ha alternative se si vuole assicurare un futuro al lavoro e all'economia del territorio».  Suona la carica contro Rete 28 Aprile anche il segretario provinciale della Uilm, Marcello Casati. «La cosa più saggia da fare sarebbe quella di non prenderli in considerazione giacché, il loro obiettivo, non è tanto la risoluzione dei problemi del mondo del lavoro, ma ufficializzarsi quale sindacato alternativo a Cgil, Cisl e Uil - sostiene -. In tutto questo non ci sia niente di osceno e di anormale in un Paese libero e democratico. Tuttavia questi sindacati "alternativi" oggi hanno un nome: Cobas. Non dovrebbero per giunta consumare i permessi sindacali contrattuali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl, per la loro lotta politica contro questa società che non accettano».  Una tirata d'orecchie anche per Piaggio. «Un'azienda che sempre più spesso non riesco a comprendere. Sostiene di non capire gli atteggiamenti dei "duri" della Fiom per il loro comportamento ostile, ma allo stesso tempo permette loro di scorrazzare un'intera giornata sui posti di lavoro a intimare lo sciopero. E per far questo agevola anche il turno di lavoro di alcuni delegati. Viene quasi da pensare che alla fine non tutti i mali vengono per nuocere». M.M.

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