Il dolore
Tra le fiamme la macabra scoperta
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Accanto i rilievi degli inquirenti sulla macchina dove sono stati i resti dei tre corpi carbonizzati e il sostituto procuratore Giaconi che parla coi giornalisti I pompieri: «Spento l'incendio abbiamo visto tre cadaveri nell'auto»
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CAPANNOLI. «Pensavamo di andare a spegnere le fiamme che, dalle sterpaglie, avevano invaso anche un'auto. Non certo di trovarci davanti a un dramma». A parlare è Paolo Franchi, caposquadra dei vigili del fuoco di Cascina, chiamati sul posto per "liberare" dal fuoco quella vettura che custodiva un tragico segreto al suo interno. L'allarme, il primo, era stato dato proprio per un incendio di sterpaglie. «Tant'è che a partire per primi sono stati i nostri colleghi del distaccamento di Ponsacco - prosegue il pompiere - Solo in un secondo momento, vista l'automobile avvolta dalle fiamme, siamo stati chiamati noi. E siamo arrivati in pochissimo tempo». Quattro minuti, dicono dalla centrale, dove hanno tenuto sotto controllo tutto. Anche il tempo. «La prima cosa che abbiamo cercato di fare - spiega ancora il caposquadra dei vigili del fuoco cascinesi - è di spegnere le fiamme all'auto e alle sterpaglie. La strada sovrastante era invasa dal fumo, non si vedeva più niente, c'era il pericolo di provocare qualche incidente a quelli che passavano». Solo quando le fiamme erano domate e i vigili del fuoco stavano ultimando il lavoro, si sono accorti di qualcosa di strano all'interno di quell'auto. «Abbiamo notato qualcosa - raccontano i pompieri - all'interno, sul sedile posteriore. Dal retro sporgeva qualcosa, era simile a una testa. Ci siamo avvicinati e abbiamo fatto la drammatica scoperto. CI siamo fermati, abbiamo recintato l'area, ci siamo allontanati e abbiamo chiamato le forze dell'ordine». Un drammatico segreto, nascondeva quella Bmw. Dentro, sul sedile posteriore, c'erano tre corpi. Abbracciati. A fatica sono riusciti a capire che si trattata di una persona adulta e due bambini. Poi, quando sono arrivati gli inquirenti, la verità, ha cominciato a prendere corpo, a mano a mano che venivano compiute verifiche, indagini, approfondimenti. A cominciare dalla targa della vettura, che ha permesso di mettere il primo tassello a un puzzle che, solo con il passare delle ore, si è completato. In quella vettura c'era una donna, Simona Alessandroni, quarant'anni, originaria di Collesalvetti e residente a Quattro Strade di Lari. E, i due corpicini erano quelli dei figli, Lapo, tre anni e Letizia, undici. Le indagini sono tutte da completare. Soprattutto quelle relative all'esame dei corpi, per cercare di dare una risposta a tanti interrogativi. Ma, gli inquirenti puntano subito in una unica direzione: la donna deve aver preso i suoi due figli, ieri nel primo pomeriggio. E li ha portati in giro, in macchina. Ha percorso via Vecchia del Commercio, la strada che si inerpica verso Santo Pietro Belvedere. Poco prima del paese ha visto una strada sterrata, l'ha imboccata, quando si è sentita al riparo. Ed ha messo in atto il suo disegno. SERVIZI ALLE PAG. 2-3
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