Sicurezza
IL PAESE
Ha scelto una via di campagna per compiere il folle disegno
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Un gruppetto di residenti 2 MINUTI DI LETTURA
SANTO PIETRO BELVEDERE. Sono i nastri di plastica delle forze dell'ordine, a rompere la tranquillità di un noioso e caldo pomeriggio di luglio. Nella frazione di Capannoli c'era poca gente. Ben presto tutti si sono accorti che qualcosa era accaduto. Proprio per quei nastri di plastica che hanno interdetto il passaggio lungo via vecchia del Commercio, la strada che attraversa Santo Pietro. E poi via Giardino: chiusa anche quella. «C'è stato un incidente», dice una donna, affacciata davanti casa. Non sa cosa. Non sa ancora. Dalle 16 in poi è stato un via vai di sirene: i pompieri, i carabinieri, la scientifica e il magistrato. Nessuno sospetta che a pochi metri da via del Commercio, dietro una siepe, c'è un'auto con dentro tre corpi carbonizzati. Simona Alessandroni non è del paese. Ha scelto di andare a morire lì, insieme ai suoi 2 figli, percorrendo almeno otto chilometri, quelli che dividono Santo Pietro da Quattro Strade di Lari. Dove aveva scelto di abitare da circa un anno e mezzo: qui il figlio piccolo frequentava la materna e qui, Letizia aveva appena superato la 5ª elementare e s'era iscritta alle medie. «Una famiglia normale» dicono i vicini. Dieci giorni fa avevano fatto una festa di compleanno. Sul posto è arrivato il magistrato, Antonio Giaconi. Ha seguito, passo passo, i rilievi della scientifica. E, da vicino, ha seguito la vicenda anche il vicecomandante provinciale Angelo De Luca. Hanno pensato fin da subito a un suicidio-omicidio. Forse per le modalità: la donna era seduta sul sedile posteriore. Abbracciava i figli. Stretti stretti, per l'ultima volta.
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