Il Tirreno

Pontedera

Inaccessibile l'orto botanico

Rachele Di Saverio

I Comuni protestano con il Corpo Forestale

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 CASTELFRANCO. Una delle aree più incontaminate e ad alta valenza ambientale del comprensorio rischia di non essere più fruibile dai cittadini. Si tratta della zona attrezzata di Lagombroso (riserva naturale di Montefalcone) e dell'annesso orto botanico delle Cerbaie. A precludere ogni possibilità di accesso è il mancato rinnovo della concessione d'uso esistente col Comune di Castelfranco da parte della proprietà della riserva, il Corpo Forestale dello Stato di Lucca. La concessione è scaduta dalla fine del 2010 e da allora l'iter della pratica è bloccato senza un apparente motivo. «L'area è stata chiusa a febbraio dal Corpo Forestale per motivi di sicurezza riconducibili al mancato rinnovo della concessione - spiega Andrea Bernardini dell'Ecoistituto delle Cerbaie -. Si tratta di un problema burocratico di facile risoluzione che però blocca tutte le iniziative in programma nell'area nonché le necessarie attività di manutenzione».  Ad aggravare ulteriormente il quadro ci sono gli ingenti investimenti degli ultimi anni (60mila euro) soprattutto nell'area di Lagombroso fatti dal Polo Ambientale proprio per creare percorsi didattici che adesso rischiano di essere stati eseguiti invano. «E' un'area che deve essere accessibile - sottolinea Giulia Deidda, vicesindaco di Santa Croce -. I Comuni e la Provincia sono disposti ad investire, invece a causa di questo problema burocratico ci sono altri 30mila euro bloccati».  L'impasse burocratico si ripercuote inoltre sulle molte iniziative di valorizzazione delle Cerbaie anche tramite attività di educazione ambientale per i più giovani: «Avevamo in programma 60 visite all'orto botanico con percorsi didattici per altrettante classi primarie di Castelfranco e Santa Croce - racconta Bernardini - ma solo una classe ha effettuato la visita e poi tutto si è dovuto fermare».  Cristian Pardossi, assessore all'urbanistica di Castelfranco, rivolge un invito al responsabile del Cfs di Lucca: «Spero che accetti un incontro con la nostra amministrazione e con gli altri Comuni interessati per poter porre rimedio alla questione».

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