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"Congelati" 8 nuovi impianti

La sede della Provincia di Pisa
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La sede della Provincia di Pisa

La Provincia di Pisa blocca i progetti dell'azienda Actasol

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 SAN MINIATO. Il sole non batterà, almeno fino a dicembre, su gran parte del tappeto di specchi che fa capo alla famiglia Zanardo.  Sono tutti e otto dell'azienda agricola Bellavista gli impianti fotovoltaici ufficialmente messi in frigo dalla Provincia di Pisa. «Nell'iter riguardante i progetti di realizzazione di queste installazioni abbiamo disposto ulteriori accertamenti istruttori sulle domande di autorizzazione», spiegano. E' il direttore generale dell'istituzione pisana, che ha il compito di rilasciare le concessioni in questione, a mettere nero su bianco la decisione di fermarsi, dopo aver ricevuto il parere dell'avvocatora regionale.  La Provincia ne sospende 8 dei 15 presentati dall'azienda Actasol, impresa del gruppo Acta spa con sede a Crespina, arrivata a San Miniato per realizzare gli impianti fotovoltaici della famiglia Zanardo in quel di Roffia.  La frazione sanminiatese tira un sospiro di sollievo. Quegli ettari di silicio bloccati sono, sulla carta, uno accanto all'altro. Un'indigestione contestata in questi giorni a tambur battente dai "comitati contro" nati allo scopo di ostacolare questa proliferazione di specchi, anche a colpi di esposti e ricorsi.  Già nei mesi scorsi il Comune aveva provato a "sfoltire" i campi solari della famiglia Zanardo, prima facendo pressioni per rinviare i tempi di autorizzazione in Provincia, poi attraverso un regolamento comunale.  A distanza di settimane ecco il verdetto da Pisa: richiesta accolta. «Abbiamo valutato positivamente la richiesta di riesame presentata dal Comune di San Miniato per meglio valutare gli indirizzi regionali, per consentire approfondimenti aggiuntivi e una rafforzata tutela dell'ambiente, del paesaggio e delle tradizioni agroalimentari locali, tutela prioritaria anche rispetto all'esigenza di sviluppo delle tecnologie energetiche innovative», spiegano dai vertici del palazzo di piazza Vittorio Emanuele.  Dal canto suo la legge regionale in vigore dal 23 marzo parla chiaro, come spiegato in un'intervista rilasciata al Tirreno dall'assessore Annarita Bramerini. Secondo le direttive di Firenze, devono essere 200 i metri di distanza tra un campo fotovoltaico e l'altro. In caso contrario, sono da considerarsi come un unico impianto, di potenza complessiva pari alla somma dei singoli campi solari, aspetto che obbligherebbe l'approvazione degli impianti al passaggio all'ufficio Valutazione impatto ambientale della Regione. L'amministratice aveva sottolineato che la norma sulla distanza si sarebbe applicata da subito anche per i procedimenti in corso.  A farne le spese, quindi, in via definitiva gli 8 impianti nella campagna di Roffia "congelati" dalla Provincia. Francesca Suggi (ALTRO SERVIZIO A PAG. 11)

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