Proteste
Lepisodio davanti al bar Da Renata, dove lamministratore è stato prima ingiuriato per il suo ruolo politico
Assessore aggredito e picchiato
Cristiano Marcacci
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Sopra lassessore comunale di Santa Croce Piero Conservi; accanto il bar Da Renata; sotto il sindaco Osvaldo Ciaponi Conservi ferito da un pugno al volto da parte di un cittadino santacrocese
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SANTA CROCE. Ingiuriato, aggredito e picchiato. Davanti al bar "Da Renata", in centro a Santa Croce. È successo nel pomeriggio di giovedì scorso a Piero Conservi, assessore comunale e per 12 anni governatore della locale Misericordia. Autore del folle gesto un cittadino santacrocese di nemmeno 50 anni, titolare di un'impresa d'idraulica. Dopo una discussione, Conservi è stato colpito da un pugno al volto e ha perso i sensi. Dopo essere stato soccorso dagli amici, l'assessore è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Empoli, dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma cranico e una contusione allo zigomo sinistro. Ieri mattina, Conservi ha contattato un legale per poi presentare una querela nei confronti dell'aggresssore. È lo stesso assessore a raccontarci cos'è accaduto. «Nel pomeriggio era in programma una seduta di giunta - ci spiega Piero Conservi - e sono rimasto quindi a pranzo a Santa Croce. Nel primo pomeriggio, come sono solito fare spesso, sono passato dal bar "Da Renata", dove abitualmente trovo amici e conoscenti con cui scambiare quattro chiacchiere di politica e di sport. Eravamo un gruppetto di una quindicina di persone e alcune di loro mi hanno chiesto dei chiarimenti sui lavori e sulla futura inaugurazione della Bretella del Cuoio. Mentre stavo rispondendo, si è intromesso improvvisamente questo signore, che conosco peraltro da tempo e che da sempre saluto quando lo incontro. "L'hai visto il tuo compagno Renzi? Ha messo l'obbligo della timbratura anche per il caffè. Ha ragione, basta con gli amministratori pubblici che non fanno nulla", ha detto rivolto al sottoscritto. Gli ho fatto presente che non conoscevo Renzi personalmente e che avrei gradito proseguire nel discorso con gli altri. Lui, però, ha rincarato la dose. "Guarda che io non sono comunista, quelli come te mi fanno schifo, mi fanno cacare", mi ha detto venendomi sempre più vicino. A quel punto, gli ho chiesto cosa volesse veramente da me e ho cercato di allontanarlo. Lui ha subito reagito sferrandomi un pugno e facendomi svenire. Mi sono risvegliato tra le braccia di un amico e con lui sono andato all'ospedale. Anche perché, oltre al dolore al volto, mi mancava il respiro e vedevo scuro dall'occhio sinistro». Nel frattempo, l'aggressore si è allontanato urlando "Facciamola finita con i comizi".
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