Il Tirreno

Pontedera

In corteo per difendere i precari

Andreas Quirici
Un momento del corteo
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Un momento del corteo

188 lavoratori con contratto a termine lasceranno in questi giorni l'azienda

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 PONTEDERA. «Precari, dove siete? C'è da reggere gli striscioni». I veterani della Fiom, quelli che della sigla sindacale sono i più radicali e che fino a poco tempo fa si riunivano sotto la "Rete 28 aprile" guidano i più giovani. Lo sciopero di ieri mattina, in fin dei conti, era anche per quelli che vanno avanti con contratti a tempo determinato o che ultimamente hanno acquistato il diritto del part-time verticale. «Per trovare una stabilità in Piaggio - dicono i sindacalisti - servono almeno 12 anni. E in questa maniera non si crea futuro per i giovani, ma solo sfruttamento. Vogliamo contratti di minimo 6 mesi per chi entra in fabbrica».  La lotta, poi, diventa attuale, visto che «in questi giorni 188 lavoratori con contratto a termine - dicono le Rsu Fiom-Cgil - dovranno lasciare l'azienda, invece di ricevere il prolungamento del rapporto di lavoro fino a dopo l'estate, perdendo la possibilità di maturare la disoccupazione». Spesso non è semplice guardare al futuro, come spiega Silvio Tecci, 48 anni di cui 15 in Piaggio e di questi 6 da part-time verticale: «Sono precario da 15 anni e so già che non prenderò la pensione. Lavoro sette mesi l'anno e se da un lato posso essere fortunato rispetto ad altri lavoratori, dall'altro so che per me e la mia famiglia sarà dura in futuro. Ho due bambini e mantenerli non è affatto semplice con stipendi di sette mesi lavorativi all'anno. Indipendentemente dalla situazione dei precari in Piaggio, il futuro lo vedo molto difficile».  Il corteo scorre. I capi gridano contro Roberto Colaninno che nei giorni scorsi ha annunciato un buon andamento del gruppo Piaggio. «E allora perché non prolunga il contratto ai precari se tutto va bene?», è una delle frasi più eloquenti, unite a cartelli fra cui si legge: «Colaninno, tu guadagni, noi sempre meno salari e diritti», oppure «In Piaggio l'operaio è usa e getta». Idee che scorrono anche lungo corso Matteotti, dopo che la manifestazione si è fermata in piazza Cavour, da cui è partito un "sindaco vieni giù", raccolto dal vice di Simone Millozzi (impegnato altrove), Massimiliano Sonetti: «Sono qui per ascoltare, perché il grido dei lavoratori è sempre un elemento su cui riflettere e discutere». Cristina Palmieri è nel cuore del corteo. Ha 28 anni, convive con il fidanzato e ha un contratto a tempo determinato che fra poco scadrà senza possibilità di prolungamento: «Speravo che potessi rimanere in Piaggio per qualche altro mese, così da maturare il diritto a riscuotere la disoccupazione. Invece, dopo 3 mesi esco con la speranza di poter essere chiamata di nuovo l'anno prossimo. Spero anche di trovare qualcosa a breve per sopperire alla mancanza di stipendio. Per noi non esiste il concetto di pensione. C'è solo la preoccupazione del quotidiano che diventa sempre più angosciante, mano a mano che passano gli anni».

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