Il dolore
Muore ristoratore dopo un'influenza
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Ivo Ciardi Era stato anche direttore del Consorzio delle colline pisane
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CENAIA. Sembrava una banale influenza estiva. Un malessere destinato a passare nel giro di pochi giorni. Invece l'altro pomeriggio le condizioni di Ivo Ciardi, 75 anni, di Cenaia, si sono aggravate all'improvviso. I familiari avendo capito che la situazione era preoccupante hanno chiamato sia il medico del paese che il 118 di Pisa. Ma non c'è stato niente da fare. Sull'ambulanza Ciardi non è stato neppure fatto salire. Il noto ristoratore è morto poco dopo l'arrivo dei mezzi di soccorso lasciando nel dolore la moglie, Iva Guerrini, e i tre figli, Stefano, Fiorella e Luca, che da tempo hanno preso in mano le redini dell'azienda di famiglia anche se il padre continuava a seguirli. Non era passato molto tempo e già la notizia della morte del noto ristoratore aveva fatto il giro del paese e non solo. Ivo Ciardi era infatti molto conosciuto e non solo nel comune di Crespina dove abitava da molti anni. Aveva gestito praticamente per una vita il ristorante albergo da Ivo, lungo la via Lavoria, quasi all'ingresso del paese di Cenaia per chi arriva da Cascina. Il ristorante-trattoria è un punto di riferimento per clienti di tutta la provincia e anche per la zona di Livorno. «Non sappiamo neppure noi cosa abbia avuto - spiega il figlio - stava male da tre giorni ma pensavamo a un virus di quelli che passano in pochi giorni. Invece non è stato così. Quando abbiamo capito la situazione abbiamo subito chiamato la nostra dottoressa e poi sono arrivati anche due medici del 118. Hanno tentato di rianimarlo ma è stato tutto inutile». Molte persone si sono unite al dolore dei Ciardi. Anche i figli, avendo continuato l'attività del padre, sono abbastanza conosciuti. Ciardi, che era nato a Fauglia, era stato per molti anni anche direttore del Consorzio delle colline pisane, facendo arrivare il vino prodotto nella zona di Cenaia e delle colline in mezza Toscana. Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio alle 17 partendo da Lavoria, dalla casa dei Ciardi, fino alla chiesa di Sant'Andrea a Cenaia. S. C.
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