Il Tirreno

Pontedera

L'Uliveto dia più soldi al Comune

Sabrina Chiellini
Il municipio vicarese e il parco di Uliveto Terme
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Il municipio vicarese e il parco di Uliveto Terme

La giunta di Taglioli chiede un euro e 70 ogni metro cubo d'acqua imbottigliata

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 VICOPISANO. Tira aria di scontro tra Comune di Vicopisano e Terme di Uliveto sul contributo che l'industria dell'acqua deve pagare, secondo la legge regionale, per l'imbottigliamento della minerale. La giunta, guidata dal sindaco Juri Taglioli, chiede il pagamento di un euro e 70 centesimi ogni metro cubo di acqua estratta dalla sorgente di Uliveto Terme.  Questo porterebbe nelle casse sempre più vuote del piccolo Comune circa 450mila euro all'anno che andrebbero ad aggiungersi ai 200mila euro che le Terme già versano ogni anno come oneri previsti dalla convenzione per lo sfruttamento della sorgente della minerale. Convenzione che scade nel 2022 e che la nuova legge regionale ha in qualche modo costretto le amministrazioni che hanno a che fare con aziende di imbottigliamento dell'acqua a rivedere. La richiesta deliberata dalla giunta - «c'è stata unanimità di intenti in maggioranza», spiega il sindaco Taglioli - non è stata accolta con entusiasmo dalle Terme che peraltro erano interessate a rinnovare la convenzione prima della scadenza "naturale" offrendo, secondo indiscrezioni, tre milioni di euro in contanti o in opere pubbliche.  «Noi riconosciamo alle Terme di avere fatto sul nostro territorio investimenti importanti - aggiunge Taglioli, rispondendo anche a chi sostiene che il Pd è stato condizionato da Rc nella determinazione dalla cifra da richiedere alle Terme - ma non intendiamo rinunciare alle prerogative della legge regionale. È vero che ci sono altre realtà, come Scarperia, che chiedono cifre inferiori alla nostra a industrie che imbottigliano l'acqua. Mi riferisco all'acqua Panna. Ma pensiamo che chiedere un euro e 70 a metro cubo sia una cifra legittima. La legge prevede che il canone possa arrivare fino a due euro al metro cubo».  Dopo la richiesta è sceso il gelo tra Terme e Comune. Molti avranno notato che quest'anno non è stato organizzato il premio Parco Termale, che si solito si svolge a giugno. Le attività del parco termale sono ridotte all'essenziale anche se la piscina è regolarmente aperta come ogni estate.  Le Terme dunque avrebbero proposto al Comune di realizzare, al posto del pagamento del canone, importanti opere pubbliche. Questo in cambio del rinnovo anticipato della convenzione che avrebbe allungato di altri dodici anni la scandenza della concessione per emungere l'acqua. La risposta dell'amministrazione è stata, almeno per ora, un gentile ma fermo "no, grazie".  L'accordo è molto lontano. E probabilmente le parti non si rivedranno prima di autunno.  «Va detto che se le Terme volessero realizzare un investimento sul nostro territorio in grado di portare posti di lavoro e di contribuire a sviluppare il turismo (per esempio un albergo) allora la trattativa potrebbe ripartire subito», conclude il sindaco.

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