Il Tirreno

Pontedera

Il mistero è nella doppia lista

Manolo Morandini
Una distesa di pannelli fotovoltaici
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Una distesa di pannelli fotovoltaici

Fotovoltaico, i dubbi degli esclusi sulla graduatoria comunale

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 SAN MINIATO. A che serve la graduatoria? È questa la domanda che rimbalza di bocca in bocca. A margine dei 29 terreni che gli agricoltori hanno candidato per ospitare gli impianti green c'è un punteggio che nessuno sa spiegare. La classifica delle aree infatti non rispecchia gli spazi occupati dai 26 progetti approvati in Provincia.  «Non ho i parenti giusti, mi hanno fregato bene bene». Non ci gira intorno Pierangiolo Faraoni che aveva immaginato di conquistare la frontiera delle energie verdi candidando i suoi terreni in un regolare bando fatto nel 2009 dalla giunta sanminiatese di Vittorio Gabbanini (nella foto). E, invece, sorpresa: da sesto in graduatoria è rimasto a bocca asciutta. «Sarei nelle condizioni di far causa al Comune, ma preferisco lasciar perdere - dice Faraoni -. Avevo già stipulato un contratto preliminare e incassato degli acconti dall'impresa che avrebbe preso in affitto il terreno per fare il campo fotovoltaico. Invece, dal Comune, dopo aver avuto il via libera, mi fu detto di fermarmi. Ho restituito i soldi e tirato i remi in barca». I due ettari senza silicio sono nella campagna lungo la vecchia statale, poco prima della Scala. «Dalla strada non si sarebbe visto niente», sottolinea il proprietario.  Nella condizione di Faraoni sono in venti. Tra i primi dieci in graduatoria ma alla fine escluso dal giro dei progetti c'è anche Antonio Calugi. «Ho tre ettari che sono il frutto di un eredità nella zona di via Candiano, a ridosso della Fi-Pi-Li - dice Calugi -. Sono campi incolti da una vita». Forte del punteggio aveva incontrato l'interesse di una prima ditta. «Avevano necessità di una superfice maggiore così mi adoperai per trovare la disponibilità dei confinanti. Ma a cose fatte rinunciarono perché non c'era la viabilità necessaria per raggiungere l'area». Calugi non si perse d'animo e trovò un'altra ditta interessata ai suoi terreni. «Siamo tra gli otto progetti accantonati dalla Provincia - spiega -. Disturba vedere autorizzati gli impianti su terreni vicini all'uscita della superstrada e non altri. Forse, qualche nome ha dato fastidio? Sulle autorizzazioni la graduatoria non è stata neppure presa in considerazione».  C'è chi si è rassegnato a tenere i campi incolti e chi c'ha rinunciato in partenza. «Quando ho visto la simulazione dell'impianto ho capito che mi sarei chiuso in una sorta di recinto - dice Ivo Baldini, che sul piatto aveva "offerto" 2 ettari -. Non mi andava di vivere per vent'anni in una sorta di galera».  Si scorre l'elenco della graduatoria dei siti individuati per il fotovoltaico e si scopre più di un buco. La lista è del 10 febbraio 2010. Nei mesi successivi però, nella corsa al fotovoltaico, saranno altri a spuntarla. All'epoca della pubblicazione dal Comune si sottolineava che «la graduatoria non sostituiva in alcun modo i procedimenti autorizzatori necessari per la realizzazione degli impianti». Ma che costituiva «un supporto essenziale per creare il rapporto e le sinergie fra i diversi soggetti, privati cittadini, aziende e professionisti, evitando perdite di tempo in ricerche non guidate».

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