Sicurezza
Aiuto affitti, mancano i soldi
Jacopo Paganelli
Il Comune in autunno dovrà stanziare 300mila euro
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PONTEDERA. È proprio il caso di dirlo: l'Unione fa la forza. Nel panorama sempre più acuto dell'emergenza casa, il comune di Pontedera vara le graduatorie provvisorie di chi potrà usufruire dei contributi per l'affitto. Che spaziano dai 1800-2000 euro annui per la fascia A, ai 600-700 per la fascia B. Gli ingranaggi del meccanismo dell'erogazione dei fondi li chiarisce uno per uno l'assessore alle politiche abitative di Pontedera, Marco Cecchi. «Il bando che noi mettiamo in campo rientra nell'azione di risposta all'emergenza del mattone messa in campo dall'Unione dei comuni. Grazie anche al sindaco Corrado Guidi, delegato per le politiche sociali». Ambito in cui le richieste di aiuto per la retta fatte dai pontederesi ammontano a poco meno della metà. Se infatti le domande complessive sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno (sempre 1153), quelle della città della Vespa sono passate dalle 434 del 2010 alle 426 del 2011. Questo perché «Pontedera è la realtà cittadina che offre la maggiore quantità di servizi, dall'ospedale a numerosissimi centri d'impiego. È inevitabile dunque che, aumentando la domanda, salga anche il prezzo del mercato degli affitti. E il nostro comune venga automaticamente considerato caldo dal punto di vista di chi ha contratti di locazione». I soldi che l'Unione impiega per il fondo affitti provengono in parte da Roma (ex lege 431 del 1998) e in parte dalla regione, ma soprattutto dai comuni. La sola Pontedera ha messo sul piatto della bilancia del 2010 ben 300mila euro di contributi. «Cifra che a settembre vedremo di lasciare invariata, anche se sarà dura», continua Cecchi. Questo perché il rubinetto che arriva dal governo centrale si è chiuso di un altro 15%, fino quasi ad azzerarsi rispetto al ben più corposo flusso iniziale. «Non possiamo andare avanti di questo passo: da un lato si chiede ai comuni di essere sempre più vicini al territorio, ma dall'altro si tolgono loro le risorse vitali per adempiere alle mansioni assegnate». Ecco l'esigenza di trovare nell'Unione una fidata scialuppa di salvataggio dalla nave dei soldi che non arrivano più. «Poiché i nostri comuni arrivano complessivamente ad una realtà metropolitana di circa 30mila abitanti, la Regione ci ha concesso un bonus di ben 40mila euro. Impensabili se fossimo rimasti ognuno per conto proprio».
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