Il Tirreno

Pontedera

«Senza casa non mangio»

Rachele Di Saverio
Il sindaco Marvogli e (in alto) Renata Venanzi
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Il sindaco Marvogli e (in alto) Renata Venanzi

Castelfranco, protesta per l'alloggio a cui ha diritto ma che non c'è

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 CASTELFRANCO. «Voglio solo che l'amministrazione mantenga le promesse e mi dia un posto in cui vivere», è questo l'appello disperato di Renata Venanzi, 59enne castelfranchese che dall'agosto 2009 ha perso la casa e vive nel camper di un amico con la sua cagnolina Nina. Da ieri Renata manifesta sotto i loggiati del Comune e ha iniziato lo sciopero della fame.  «Non so più come farmi ascoltare - si sfoga la donna -. Sono anni che mi viene detto di aspettare per una casa popolare, ma nonostante le mie condizioni di salute sono ancora costretta a vivere in un camper. Sto facendo anche una raccolta di firme per sostenere le mie richieste. A oggi sono oltre 20 persone ad aver firmato».  L'odissea della donna per un'abitazione comincia nel 2009. «Mi sono messa in lista per una casa popolare e lo scorso febbraio finalmente me ne è stata concessa una - racconta Renata -. All'assegnazione degli alloggi il sindaco Umberto Marvogli disse che c'erano 20 case subito disponibili, così io, che sono 15esima in graduatoria, finalmente avrei avuto un tetto. Da un mese però ho saputo che gli alloggi pronti sono in realtà solo 12 mentre gli altri saranno consegnati minimo a fine 2012». «Sarò costretta a passare un altro inverno nel camper e non è una situazione sostenibile con i miei problemi di salute - si rammarica la donna -, senza considerare che poiché si tratta degli appartamenti che hanno appena iniziato a costruire in via Fratelli Roselli i tempi saranno sicuramente più lunghi del previsto».  A preoccuparla è anche una lettera. «L'ho ricevuta dall'anagrafe e mi informano che entro un anno posso perdere la residenza a Castelfranco perché non sono rintracciabile. Se accadesse non avrei nemmeno più diritto a una casa popolare». Renata si occupa di manutenzione e pulizia del cimitero comunale tramite i lavori socialmente utili e guadagna circa 300 euro al mese. «Non mi posso permettere un affitto - spiega Renata -, con quello che guadagno riesco a mala pena a sopravvivere. Sono sola, non ho parenti che mi possono aiutare, ho solo il camper e la mia cagnolina».  Renata non nasconde la sua amarezza e delusione: «Sono convinta che le mie richieste siano legittime - afferma la 59enne -, io e tante altre persone non abbiamo un posto dove vivere, ci dicono che non ci sono soldi per aiutarci, ma poi ogni giorno vedo tanti sprechi di denaro pubblico».  La donna, che non è nuova a questi tipi di proteste, è determinata a portare avanti la sua battaglia e non se ne andrà dal Comune finché non sarà ascoltata. «Continuano a dirmi che per ora case disponibili non ce ne sono ma io sono sicura che una soluzione, anche provvisoria, si possa trovare».  Tempestiva la replica del sindaco Umberto Marvogli alle richieste di Renata. «La signora - spiega il primo cittadino -, non è mai stata abbandonata dall'amministrazione. Le abbiamo dato un contributo di oltre 700 euro per lavori di manutenzione al camper in cui vive e un lavoro continuativo tramite i servizi sociali. Nessuno le nega un tetto ma - conclude Marvogli -, la graduatoria per l'assegnazione delle case popolari non può essere stravolta. La signora ha diritto a uno dei 10 alloggi in costruzione in via Fratelli Rosselli e dovrà pertanto attendere la prossima primavera».

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