Il Tirreno

Pontedera

L’azienda di Gello ha individuato e bloccato il server straniero che alcuni hacker hanno usato per commettere il reato

Mail truffa ai danni degli utenti Interfree

Daniela Salvestroni
Una ragazza al pc mentre legge le posta elettronica
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Una ragazza al pc mentre legge le posta elettronica

"Attacco informatico" al servizio che fa capo al Gruppo Cdc: già presi provvedimenti

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 PONTEDERA. In questi giorni stanno arrivando le email truffa ai danni degli utenti di Interfree, l'azienda di servizi internet del Gruppo Cdc di Gello. L'oggetto della mail avverte: "Attenzione tutti gli utenti e-mail interfree" e nel testo si richiede l'identificativo e la password dell'utente di posta elettronica Interfree, perché la società ha ricevuto l'attacco di un virus e deve fare l'aggiornamento.  Nel caso di mancato ricevimento delle informazioni richieste la società provvederà all'immediata disattivazione dell'account. Ma si tratta di una truffa e la Cdc ha già preso provvedimenti. «È un attacco ad alcuni utenti di Interfree - spiega il responsabile della comunicazione Leonardo Ristori - non al server dell'azienda. Un anonimo ha fatto partire le mail da un server straniero, probabilmente dopo aver raccolto gli indirizzi di posta elettronica dal web. Sono in corso tutte le verifiche, ma siamo già riusciti a bloccare il server utilizzato, quindi qualsiasi mail verrà intercettata e bloccata prima di arrivare nelle caselle di posta degli utenti Interfree. È importante rassicurare i milioni di utenti registrati che l'azione ha interessato un numero esiguo di persone. Interfree sta provvedendo a spedire un'informativa a tutti gli utenti per l'assistenza necessaria nel caso qualcuno avesse fornito i propri dati».  La truffa online in gergo è chiamata phishing, un fenomeno in aumento che in genere riguarda le banche. Le denunce della prima parte dell'anno sono già pari al totale del 2010. Il phishing consiste nell'invio di email simili a quelle degli istituti di credito in cui l'utente è invitato a scrivere il proprio identificativo con la password per problemi di varia natura. A volte c'è anche un link che collega a un sito simile all'originale: i dati inseriti saranno usati dal truffatore per operazioni fraudolente. La polizia di stato ha pubblicato nel sito web una guida in cui consiglia di diffidare di tutte le email che chiedono la conferma dei dati personali o che contengono un link a un sito web dove confermare i propri dati. «Gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai informazioni personali attraverso un messaggio di posta elettronica. Non rispondete mai alle email, non cliccate sul link che vi viene proposto nel messaggio. Contattate la banca che dichiara di chiedere i vostri codici personali. Segnalate online alla polizia postale e delle comunicazioni i sospetti usi illeciti delle vostre informazioni personali». Ed è buona norma non aprire mai un allegato di una mail sospetta, perché si rischia di scaricare un virus o un'applicazione spyware, in grado di spiare l'attività online per utilizzare i dati acquisiti ai danni dell'utente.

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