La protesta
I retroscena delle indagini che hanno portato allarresto di un cinquantenne di Pisa
La vita del pedofilo spiata per mesi dopo i racconti di due bambine
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Pattuglie della polizia di Volterra e un telefono cellulare Qui luomo si faceva inviare le foto dalle bambine 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. È stato spiato per mesi per capire le sue abitudini, per documentare come avvicinava due bambine per poi convincerle a inviargli sul cellulare le loro foto o video in cui sono nude. Il cinquantenne, arrestato poche settimane fa, resta in carcere. La vita del cinquantenne, che in passato è stato anche latitante dopo essere rimasto coinvolto in attività connesse alla criminalità organizzata, è stata attentamente monitorata dagli uomini del commissariato di Volterra che hanno utilizzato le più moderne tecnologie per l'acquisizione delle prove a carico del commerciante ambulante pisano. Un cinquantenne è stato indagato per i reati di associazione a delinquere, omicidio, rapina, estorsione, detenzione di esplosivo, porto abusivo di armi, lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ricettazione, truffa, furto, favoreggiamento, violazione di domicilio e danneggiamento. È addirittura emerso che in passato era un affiliato della Sacra Corona Unita e che era entrato a far parte del programma di protezione per collaboratori di giustizia, programma da cui poi è stato in seguito espulso. Le indagini, che hanno portato all'arresto dell'uomo, accusato di gravissimi reati come quello della violenza sessuale con minore di anni 14 e pornografia minoroli, entrambi continuati e avvenuti nelle province di Pisa, Siena e Firenze, sono durate alcuni mesi. Un lungo lavoro, quello del commissariato di Volterra, che ha monitorato le abitudini dell'uomo raccogliendo una serie di prove a carico dell'arrestato «che hanno suffragato le dichiarazioni che le minori avevano reso dinanzi alle investigatrici della sezione minori della squadra mobile pisana e ad una psicologa specializzata nominata dalla Procura della Repubblica di Pisa», ha spiegato il dottor Massimo Crucillà, dirigente del commissariato di Volterra. Le indagini - inizialmente coordinate dal pm Antonio Giaconi della Procura della Repubblica di Pisa, sono ora in mano alla Procura distrettuale di Firenze perché competente per materia. Il Gip di Pisa, infatti, una volta costatato il reato di pornografia minorile, ha dichiarato la sua incompetenza per materia, trasmettendo tutti gli atti alla Procura distrettuale di Firenze che ha avocato a sé tutto il procedimento, quindi anche il reato di violenza sessuale. È stato quindi richiesto ed ottenuta dal Gip della divisione distrettuale antimafia fiorentina il rinnovo della custodia cautelare in carcere del presunto pedofilo, rigettando la richiesta di remissione in libertà o di arresti domiciliari presentata dall'avvocato dell'arrestato. All'indagine ha lavorato ancha la polizia postale di Pisa e di Livorno, che con i propri specialisti e con strumentazioni all'avanguardia stanno ancora procedendo all'estrapolazione dai personal computer, dai cellulari e dalle fotocamere sequestrati eventuali altre immagini pedopornografiche occultate, protette da password o cancellate. S. C.
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