Sicurezza
Un porta a porta autogestito
Alice Giusti
◗
Unisola ecologica con alcuni dei cassonetti per la raccolta differenziata L'esperimento a Sant'Ermo di Casciana coinvolge 30 famiglie
2 MINUTI DI LETTURA
CASCIANA TERME. Un'unica isola ecologica nel paese, un biocompost in giardino e la partecipazione entusiastica degli abitanti. Questi gli ingredienti della nuova ricetta in campo di smaltimento rifiuti, il porta a porta autogestito. A partorire l'idea, la virtuosa comunità di Sant'Ermo una delle frazione di Casciana Terme. Che, tradizionalmente riunita intorno alla parrocchia guidata da Don Bruno Meini, ha ben saldi i valori della solidarietà e del rispetto dell'ambiente. Iniziativa nata in accordo con il Comune di Casciana, e subito accolta dall'Unione dei Comuni della Valdera. «Questo progetto, finanziato dalla Regione e che per la prima volta trova applicazione in Toscana, si basa interamente sull partecipazione diretta della popolazione» esordisceil sindaco cascianese, Giorgio Vannozzi. «Gli abitanti, infatti, oltre al compito di dover suddividere i rifiuti secondo i canoni della raccolta differenziata, dovranno trasportare i loro sacchetti fino all' unica isola ecologica creata nel centro del paese, dove saranno concentrati tutti i cassonetti, dalla carta, al vetro, dalle pile, ai farmaci scaduti, dagli abiti usati agli oli vegetali esausti.» continua il primo cittadino. Discorso a parte per i rifiuti organici, che saranno smaltiti grazie ai biocompost, posizionati comodamente nei giardini dei santerminesi. Operazione questa che porterà di sicuro vantaggi economici per le tasche del Comune e dei cittadini. Per dar vita a un simile progetto, tuttavia, occorre un terreno fertile. «Prima di tutto, è necessario responsabilizzare le piccole comunità, incentivarle a collaborare con le istituzioni anche in tema di rifiuti» spiega Filippo Fatticioni, presidente dell'Unione. Il problema nasce dal fatto che manca una formazione attenta dei cittadini, che spesso non sanno come si differenzia e quali siano i reali vantaggi di «non buttare tutto in un solo sacchetto». Benefici che i santerminesi hanno saputo valutare, e che si tradurranno in una riduzione delle bollette per l'anno 2011. E se il progetto funziona, il risparmio potrà essere maggiore con il passare del tempo. Se tutte le frazioni facessero propria questa "inversione di cultura", di stampo tedesco, i comuni avrebbero le casse più piene e i cittadini bollette meno salate. «Ovviamente, questa soluzione non può essere la panacea al grave problema dei rifiuti. Applicarla nei grandi centri è impensabile, almeno ad oggi» sottolinea Fatticcioni. Al di là dei progetti virtuosi, resta la consapevolezza che convincere 56 milioni di italiani a seguire scrupolosamente la raccolta differenziata, è un'impresa utopica. Essere troppo ligi alle regole, senza fare i furbetti, davvero non ci piace. Non siamo mica in Germania, dopotutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
