Sicurezza
Il liquore dell'estate dà lavoro
Francesca Suggi
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In alto una bottiglia di PicaDa Lorenzana al Giappone arriva l'innovativo cocktail Pica
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LORENZANA. Un sorso di posti di lavoro e fantasia. Ventisette gradi di frutta e aromi che da mesi stanno impazzando dietro ai banconi di bar e locali a cinque stelle di tutta la Toscana. Da Lorenzana al resto della regione, e pure in prova nei listini cocktail di Cina e Giappone, arriva il Pica. «Questo liquore nasce da un mio esperimento, ho impiegato oltre un anno a cercare il giusto mix che poi è arrivato». La bevanda dell'estate l'ha inventata lui, Francesco Pietroni che da barman professionista si trasforma in imprenditore. Trentacinque anni, livornese adottato da qualche tempo dal paese di Orciano dove abita con la fidanzata Vanessa Carletti, è nell'area industriale di Lorenzana che ha messo radici la sua maxi produzione. Domina il fucsia dietro le vetrine dell'azienda: rosa acceso come il logo di quella bottiglia design che farà il suo ingresso anche al vippissimo Twiga, ma che già si trova nei supermercati Conad a 6.50 euro l'una. "Pi" come Pietroni, "Ca" come Carletti: i cognomi dei due fidanzati diventano un marchio registrato in Camera di commercio. Soprattutto danno forma a un sogno. «Vorremmo fare del nostro prodotto un marchio proprio come il Bacardi o il Campari», continua. I gadget da unire alle serate evento che l'azienda sta facendo da Grosseto a Carrara, passando per l'isola d'Elba, la Versilia ci sono: teli da mare, penne, borsette, magliette. Tutto gira intorno a quella miscela top secret. «Diciamo che prevale come frutta il passion fruit, poi c'è alcol distillato dalle vinacce, essenze, di più non dico», ci scherza su. Un giro nel laboratorio. Là dentro si studia, si produce, si imbottiglia. «Siamo capaci di imbottigliare mille confezioni l'ora e per adesso la nostra produzione va sulle 3mila bottiglie al mese per una distribuzione a livello regionale», spiega. Francesco definisce "la sua creatura alcolica" un cocktail camaleontico. «Può essere bevuto alla fine di una cena on the rocks, ovvero liscio come è la produzione originale, altrimenti si possono aggiungere altri liquori». E se al momento è la coppia a tirare avanti l'azienda - «stringendo i denti, facciamo tutto da soli, produttori, distributori, marketing, amministrazione», sospirano - da settembre in poi si cambia. E le porte del Pica di Lorenzana si apriranno per nuove assunzioni. «Avremo bisogno di un responsabile all'interno del magazzino e di uno per il laboratorio, poi serviranno 2 persone all'amministrazione, promotori, agenti». Il progetto è maxi. «Abbiamo cominciato con un investimento da 150mila euro», racconta ancora Francesco guardandosi indietro. Mai si sarebbe immaginato che da barman professionista dietro al locale di via De Larderel a Livorno, la sua vita avrebbe preso questa svolta. «Faccio questo lavoro da 11 anni, qualche anno fa ho cominciato a studiare i liquori e ho deciso di inventarne uno tutto mio». Così Francesco fa, un po' come un archimede del cocktail. «Stiamo organizzando serate alle Panteraie, siamo in trattative col Twiga, a Castiglion della Pescaia. Non ci riposiamo mai», conclude Vanessa Carletti. Brindisi.
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