Finanza
Spari contro case e auto
Francesca Suggi
In 2 su una macchina grigia seminano il panico
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FAUGLIA. Tre spari ad altezza uomo. Due si conficcano in 2 auto in sosta e il terzo perfora avvolgibile, zanzariera e finestra per piantarsi in un'anta di uno sportello di una casa all'inizio del paese. La mano è fulminea: a distanza di pochi secondi sbuca dal finestrino dell'Alfa 147 grigia e preme il grilletto. Uno guida e l'altro colpisce: sono 2 giovani, secondo testimoni, a seminare il panico a Acciaiolo, L'auto che procede lungo lo stradone della frazione faugliese e i tre proiettili che si incuneano nella carrozzeria delle macchine parcheggiate. Il silenzio notturno del piccolo centro si rompe: uno, due, tre botte sorde. Sono le 23.30, e a cento metri di distanza dalla via principale, nel parco, la gente sta giocando a bocce e si accorge solo del rumore. Poca la percezione di quel che sta succedendo, che salterà fuori in tutta la sua pericolosità solo la mattina. «Eravamo in 4 a giocare, quando abbiamo sentito i primi spari abbiamo pensato a ragazzi che sparavano i botti», racconta Roberto Rossetti. Lui è là, in quel campetto dove la frazione la sera si ritrova per frescheggiare. E' al terzo sparo che Rossetti vede qualcosa di anomalo e lo sguardo si concentra su una macchina grigia e soprattutto su un braccio che velocemente spunta dal finestrino. Poi una fiamma. «Ho ho capito che si trattava di una pistola, ma ho pensato a una scacciacani», continua il residente. Come lui anche le altre persone pensano a una bravata di qualche balordo. Niente di più. E si torna a tirare palline e boccini. L'amara sorpresa arriva al mattino. E la prima a dare l'allarme è Lucia Tocci che esce dalla sua casa, di fronte al bocciodromo, pronta per infilarsi in macchina alla volta di Vada. Aprire lo sportello della Panda gialla e capire che dentro c'è qualcosa di anomalo va di pari passo. «Ho visto dei trucioli sul sedile - racconta choccata - ho guardato meglio lo sportello e ho visto un buco alla carrozzeria». Inconfondibile. Lampante. E' un foro di proiettile. «Ho cominciato a tremare - commenta a caldo - ho guardato meglio in macchina e ho visto che una pallottola era incastrata nel cambio». Scatta la chiamata ai carabinieri. Arrivano da Fauglia e da Pontedera con gli agenti della scientifica che mettono sotto sequestro la Panda di Tocci e la Clio di Giuseppe Strati, carpentiere che lavora a Collesalvetti, altra vittima, per i rilievi del caso. «Ho avuto paura che fosse un attacco personale, anche se non ci sono motivi. Poi vedendo che c'era anche un'altra auto coinvolta ho tirato un sospiro. Per i carabinieri è stata una bravata di balordi», sospira la donna. «Mi sono sono accorto del danno la mattina. Speriamo che non capiti più, è stato un grande spavento», chiude Strati.
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