Sarà una festa soft, nel segno dell'eleganza
Paola Silvi
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I commercianti e le loro associazioni in sala consiliare Riunione dei commercianti per l'evento serale del 16 settembre: non ci sarà un tema comune
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PONTEDERA. Atmosfere calde e rilassanti, concertini itineranti, qualche sfilata, una manciata di artisti di strada, super sconti e gadget d'occasione per i clienti. Il 16 settembre sembra ancora lontano? Non lo è per i negozianti e l'amministrazione comunale che si muovono in anticipo e già si preparano ad organizzare nei minimi dettagli la festa del commercio. Il 16 settembre sembra ancora lontano? Non lo è per i negozianti e l'amministrazione comunale che si muovono in anticipo e si preparano ad organizzare nei minimi dettagli la festa del commercio. Che quest'anno sarà autonoma, indipendente e slegata dalla Notte Bianca. Una nuova sfida nel regno dello shopping cittadino che punterà i riflettori sulle vetrine, sui prodotti, sull'anima commerciale tralasciando lo sballo della movida notturna. Si è tenuta la prima, di una lunga serie di riunioni che precederanno l'evento. E nel mare delle idee sono state tracciate le rotte da seguire. Non c'è, almeno per il momento, un fil rouge comune a cui ispirarsi. Ogni strada sarà libera di creare le proprie formule d'appeal, di inventare e studiare il modo per attrarre le persone. «Scommettiamo sull'effetto sorpresa - dice Laura Mannari, la proprietaria di Gulp che mantiene il segreto sul soggetto scelto - e sulla varietà dei temi». Coinvolgimento di artisti nostrani e percorsi culturali ad hoc. «Potremmo collaborare con le scuole di musica pontederesi - azzarda l'assessore allo sviluppo economico Stefano Tognarelli - e chiedere ai loro allievi di suonare in vari angoli della città». Proposta accolta con successo. E c'è di più. In via Primo Maggio stanno pensando a una sfilata di auto d'epoca, «per rievocare i mitici anni Cinquanta», specifica Cinzia Filippi dell'Era Immobiliare. In via Verdi invece Staccioli si sta attrezzando per stampare magliette da distribuire e in via Cavallotti, Daniele di Torquemoda sta già immaginando un red carpet. Caldamente invitati ad aderire alle iniziative anche le catene commerciali, assenti all'assemblea a eccezione di Marrionnaud. Ma per tutti, chiamati dalle associazioni di categoria a consegnare i progetti di allestimento e i piani di divertimento entro il 15 luglio, l'ingrediente principale della festa resta la valorizzazione del negozio. «Faremo qualcosa all'interno», è la voce unanime che si alza dalla cinquantina degli addetti ai lavori presenti. Timori arrivano dai ristoratori. L'accordo alla base della scissione tra Notte Bianca e feste del commercio prevede il ritorno a una serata epurata dagli eccessi: l'attenzione si concentra sull'eleganza e la buona educazione. Anche l'orario, dalle 18 alle 24, conferma tali aspirazioni. Così i bar, le pizzerie e i ristoranti saranno aperti ma senza ampliare lo spazio a disposizione. Qui sta il nodo da sciogliere. «La festa del commercio ha sempre portato in città molta gente - riassume l'opinione dei colleghi Gimmy Scatassa - che spesso cena fuori. La nostra paura è di non essere attrezzati ad accoglierli: le richieste di un giorno qualunque non corrispondono a quelle del 16 settembre».
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