La manifestazione
Consiglio. Chiude alle 2 di notte, Cucini rileva vizi di procedura e il sindaco rinvia la discussione
Modifiche urbanistiche, sospette irregolarità
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VOLTERRA. Alle 2 di notte suona il gong. Sono le forze di opposizione a chiedere con forza di chiudere quella seduta fiume del consiglio comunale (Popolo per Volterra escluso). «E' un errore fare consigli così impegnativi dopo cena», sottolineano all'unisono da Progetto Originario, Città Aperta e La Sinistra per. L'assessore Elisa Tonelli, nonché capogruppo di maggioranza dopo una discussione propone di chiudere e rimandare i punti non discussi. Proposta accettata. Consiglio sospeso, quindi, con l'impegno di tornare a Palazzo entro il 10 di luglio per i punti non trattati. A cui si aggiunge anche una discussione sospesa e rinviata per sospetta irregolarità di procedura. E' il punto 7 "Regolamento urbanistico, variante non sostanziale alle norme tecniche", che in soldoni significa piccoli grandi aggiustamenti per costruire o ampliare. Il problema viene posto dal capogruppo della Sinistra Danilo Cucini. «Per modifiche di questo tipo bisogna rispettare una procedura prevista dalla legge regionale - spiega - A maggio la Regione scrisse al Comune che la delibera di consiglio con cui adottammo il regolamento mancava della relazione del responsabile del procedimento e del garante della comunicazione. La prima è stata integrata, la seconda no perché non è mai stato nominato un garante». Dopo la spiegazione Cucini minaccia di scrivere al prefetto e al presidente della Regione se la delibera di consiglio venisse approvata a colpi di maggioranza. «E' una procedura con vizi di legittimità», sottolinea. Dopo le sue parole in consiglio si alternano perplessità. Il sindaco che ha anche la delega all'urbanistica, prima prova a smontare la tesi di Cucini: «Sono varianti non sostanziali». Ma alla fine Marco Buselli fa un passo indietro e dopo aver consultato il segretaqrio, decide di rimandare la discussione. «Sindaco, non ha saputo portare avanti l'unico atto in materia urbanistica che la sua amministrazione ha redatto dal suo insediamento, ovvero da più di 2 anni, decretandone il fallimento», rincara Rosa Dello Sbarba. «Se questi vizi sono reali l'iter dovrà essere ripetuto con gravi conseguenze per il settore».
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