Il Tirreno

Pontedera

Il dialogo tra popoli e culture passa dalle tavole del teatro grazie alla cooperazione

Alcuni componenti della compagnia insieme all’assessore Massimiliano Sonetti
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Alcuni componenti della compagnia insieme all’assessore Massimiliano Sonetti

Domani sul palcoscenico dell'Era, dieci attori colombiani raccontano anche l'esperienza del progetto con il nostro paese

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 PONTEDERA. Dalla Colombia con "el corazòn". Tratti somatici andini, carnagione olivstra, abiti colorati, dalle gonne fluo a borse hand-made, e un inconfondibile accento spagnolo. Si respirava un'aria tutta latina, ieri mattina, al bar Salza, sul "piazzone" di Pontedera, dove dieci attori colombiani sono venuti a presentare il loro spettacolo tearale che sarà messo in scena domani sera sul palcoscenico del Teatro Era.  Sono arrivati grazie a "Contarla para vivir" ("Raccontarla per vivere"), il progetto di cooperazione internazionale tra Italia e Colombia, coordinato dalla Medina Associazione per la Cooperazione tra i popoli e finanziato dall'Unione Europea, con la partecipazione della Regione Toscana, della Provincia di Pisa e dei comuni di Pontedera e di Calcinaia. «Questa iniziativa unisce tre gruppi teatrali delle tre città colombiane di Santiago di Cali, di Pereira e di Medellin» spiega Greta Costantini, la responsabile per l'America Latina dell'Associazione Medina. «Le compagnie sono formate in prevalenza da afrodiscendenti e indigeni, scappati dalle zone rurali, in cui campeggia la guerriglia e la povertà, per finire a popolare le zone perifiche delle città, dove sono avvertiti come "un problema"» continua la Costantini. I volti dei presenti d'oltroceano, abbronzati dal sole, si contraggono a queste parole. Ricordi dolorosi, probabilmente, per molti. Ma la recitazione li ha salvati. «Il teatro è un strumento multiforme, che permette dilavorare su stessi, intraprendendo un percorso personale che dà speranza» commenta Silvia Pagnin, assessore alla Cultura della Provincia, e che «funge da strumento di riconciliazione interna, tra le varie culture presenti nella stessa Colombia» aggiunge la Costantini. La difficoltà, unita però alla gioia di lavorare assieme emerge dalle parole degli stessi figuranti che, uno dopo l'altro, fanno sentire la propria voce. «Mettendoci insieme, ci siamo arricchiti molto» ci dice una chica colombiana. «Resistere, per far valere i nostri diritti» è il motto di un'altra.  Lo spettacolo. "Terra-Egoro", questo il titolo, sarà in scena domani, a partire dalle 21.15. Racconta di tre donne colombiane, che tornano dal mondo dei morti per raccontare le ingiustizie a cui sono state sottoposte in vita. «In realtà rappresentiamo la nostra vita. I diritti per cui lottiamo, le frustrazioni che subiamo. Questo progetto va al di là del fare teatro, è un'esperienza che ci permette di ritrovarci e far conoscere le nostre esperienze» dice Adriana Maria Diosa Colorado, del gruppo tetrale "Arlequin y los Juglares", il primo dei tre insieme al "Palo Q'Sea" e "La Mascara". Evento voluto fortemente anche dalla Fondazione Pontedera Teatro, nelle persone di Carla Pollatrini, codirettrice del teatro e Roberto Bacci, il direttore artistico. «Interagiremo anche con il pubblico, con le nostre canzoni tradizionali» afferma infine un ragazzo della compagnia.

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