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Pontedera

Firmato il nuovo contratto dei conciari

Un operaio in conceria
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Un operaio in conceria

L'aumento in busta paga sarà di 105 euro suddivisi in tre tranche

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 SANTA CROCE. La firma del nuovo contratto nazionale dei lavoratori conciari arriva intorno alle 15,45 di ieri nella sede milanese dell'Unic. I rappresentanti imprenditoriali e sindacali, riuniti in plenaria, hanno sottoscritto l'ipotesi di accordo che dovrà poi essere sottoposta alle assemblee dei lavoratori. Un accordo unitario tra Cgil, Cisl e Uil, che arriva in un momento complesso per il comparto e al termine di una trattativa che era apparsa subito in salita fin dal 31 ottobre scorso, giorno della scadenza del vecchio contratto. Il nuovo accordo, che resterà in vigore fino ad ottobre 2013, prevede un aumento contrattuale di 105 euro suddivisi in tre trance: la prima a luglio, la seconda a gennaio 2012 e l'ultima a gennaio 2013. A queste si aggiungono 150 euro una tantum che vanno a coprire il periodo di vacanza contrattuale dal 1º novembre ad oggi.  «Complessivamente - spiega Loris Mainardi della Cgil -, tra una tantum e aumento contrattuale, il montante porta 231 euro in più rispetto al vecchio contratto». Vengono invece rigettate le richieste degli imprenditori veneti, in particolare la cancellazione dei primi tre giorni di malattia; al contrario, il nuovo contratto estende la retribuzione piena nei giorni di malattia anche agli apprendisti. Nel campo dei contratti atipici, poi, viene posto un freno alle assunzioni in prova: non più di una volta per ogni singolo lavoratore. La questione del tetto al 23% per i contratti a tempo o interinali, proposta dai sindacati, viene invece rinviata alla contrattazione locale nei singoli distretti.  «Col nuovo contratto - prosegue Mainardi - si gettano anche le basi per un codice etico delle aziende. In generale ci consideriamo sufficientemente soddisfatti per un contratto che non intacca i diritti dei lavoratori. Nonostante il difficile momento per l'industria conciaria, con un calo di produzione del 17% rispetto al 2009 e del 6% in meno di occupazione, siamo riusciti comunque a portare a casa un contratto dignitoso».  L'assemblea generale Unic. Ma a tenere banco, anche nel giorno che sancisce il nuovo contratto, sono le dichiarazioni del sindaco Vittorio Gabbanini sull'assemblea Unic dello scorso giovedì, al quale il primo cittadino di San Miniato ha partecipato insieme al collega di Santa Croce Osvaldo Ciaponi. Troppo ottimistica, secondo Gabbanini, la relazione del presidente uscente di Unic Graziano Balducci (imprenditore santacrocese), bacchettato anche per non aver fatto alcun riferimento al distretto di Ponte a Egola. Parole che non sono piaciute al sindaco Osvaldo Ciaponi: «Il distretto conciario toscano - dice - è storicamente identificato con Santa Croce per la maggiore densità di aziende del settore, ma comprende anche gli altri 5 comuni del comprensorio; si tratta di una realtà socio-economica con valenza e contenuti sovra comunali. Nell'esame dei macrodati di area sarebbe improduttivo e irrilevante parlare di singoli comuni, e ancora meno di frazioni. I conti e i raffronti si fanno per entità omogenee. Anche gli altri distretti, infatti, sono identificati con i comuni capofila: Arzignano e Solofra». Sbagliato, secondo Ciaponi, anche il riferimento alla trattativa per il rinnovo del contratto: «Com'era noto a tutti, la vertenza si era già positivamente conclusa ancor prima dell'assemblea di giovedì. Non ho rilevato, inoltre, un eccessivo ottimismo nella relazione di Balducci. Semmai un senso di maggiore fiducia alla luce di dati e numeri che, partendo dall'esame delle criticità, hanno messo in luce il ruolo importante del nostro distretto nella fase di una ripresa ancora purtroppo lenta e incerta». Immediata anche la replica dello stesso Balducci. «Già nella prima pagina della relazione stava scritto che "l'ultimo conto economico è negativo". Mi spiace - dice - ma devo smentire quella che mi pare essere stata una lettura molto frettolosa». In merito alla mancata citazione di Ponte a Egola, Balducci sottolinea che «un rapporto destinato ad un vasto orizzonte di lettori, persino oltre confine, deve semplificare e sintetizzare per prassi e per necessità». G.P.

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