Il Tirreno

Pontedera

Poco valorizzati anche i due pezzi da novanta Ombra della Sera e Urna degli Sposi, con tanto di teca incrinata

Scarsa illuminazione e didascalie inesistenti

L’ingresso del museo Guarnacci
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L’ingresso del museo Guarnacci

Viaggio nelle criticità del museo Guarnacci tra sculture e vasetti di fama internazionale

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 VOLTERRA. Quando la splendida Notte Rossa dell'arte volterrana si trasforma in un rosso emergenza per il museo etrusco, tra scarsa sorveglianza, cattiva illuminazione ed assenza di didascalie. Così il sabato di festa si trasforma, al Guarnacci, in un concentrato di criticità messe in luce dai tanti visitatori che si sono lanciati in un viaggio alla scoperta di urne, vasetti e sculture di rilevanza nazionale.  Chi entra e visita, non manca anche di descrivere il contesto di tanti tesori. Sui tre piani in cui si sviluppa, molte le sedie in plastica marrone vuote: sono quelle dei guardiani. L'unico che si spezza la schiena, su e giù per le scale e dentro le sale affollate, è un ragazzo che, come un forsennato deve tener d'occhio tutti i visitatori. L'esposizione dei pezzi etruschi certamente non è più rassicurante. Poche sono le didascalie. E, a onor del vero, quelle poche che si vedono sono fatte a penna, in una scrittura talmente piccola da essere indecifrabile. Quelle dattiloscritte, invece, sono generiche e neanche a dirlo solo, in italiano. E quando ci sono dei numeri accanto ai vari pezzi, manca la legenda di riferimento. Per quello che riguarda i due pezzi più famosi del museo, la statuetta bronzea dell'Ombra della Sera ed il coperchio dell'Urna degli Sposi la situazione di certo non migliora.  La prima, la famosissima e d'annunziana "Ombra" è al centro di una stanza all'interno di una teca, che la illumina bene, ma di certo non la valorizza. Infatti, il pavimento è stranamente di canapa, ma sopra di esso ci sono due strisce di plastica nera con dei cilindretti in rilievo, che ricordano più i pavimenti ospedalieri o industriali degli anni Ottanta che quello di un museo etrusco così importante. L'Urna degli Sposi non se la passa meglio, al secondo piano l'illuminazione pecca gravemente e la teca che ospita l'Urna è incrinata. La grande finestra in ferro arrugginito di certo non aiuta nel giudizio.  Per fortuna, la voce di Ginevra Guerrini, accompagnata da gli amici Rachele Bizzarri e Lorenzo Ceccarelli, rispettivamente basso e pianoforte, risce a mitigare almeno in parte un qualcosa che va ben oltre la delusione per un museo, perché lo stato di salute non è di certo dei migliori. R.R.

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