Il dolore
Piaggio, il nodo sono gli impegni
Il segretario Uilm di Pisa: «Quando il sindacato fa gli accordi esistono diritti e doveri, da rispettare da entrambe le parti»
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PONTEDERA. Che cosa cambia nel rapporto tra sindacato e Piaggio, dop l'incontro delle segreterie con il presidente e amministratore del gruppo Roberto Colaninno? A rispondere ci prova il segretario provinciale Uilm Marcelo Casati. «Il presidente della Piaggio ha precisato con determinazione che se qualcuno pensa che Pontedera sia "l'ombellico del mondo" si sta sbagliando di grosso - dice Casati -. Quindi, è chiaro l'avvertimento che tutto quello di cui questo territorio ha estremo bisogno per confrontarsi con la globalizzazione assunta dal Gruppo, dipende anche da noi e dai nostri comportamenti». Che aggiunge: «Questo non significa cessare di essere sindacato. Significa invece che quando facciamo gli accordi aziendali o quando firmiamo il contratto nazionale esistono diritti e doveri, possibilmente da rispettare tutti quanti». Con una sottolineatura. «Lo stesso Colaninno ha precisato che non è in discussione il diritto di scioperare. La cosa che occorre valutare bene sono gli scioperi a prescindere: circa 24mila ore in tre mesi». Il nodo dell'indotto Piaggio. «Quello che sta venendo meno, di cui Piaggio è molto preoccupata perché insostituibile, sono quelle piccole aziende che puntualmente hanno sempre servito il Gruppo con tempistica, precisione e qualità - conclude Casati -. Una realtà che oggi sta venendo meno, anche per il cambio generazionale avvenuto in questi anni. Essendo quello dell'indotto un problema oramai annoso e di forte preoccupazione, occorrerà valutare attentamente anche la voce degli imprenditori per un giudizio più completo».
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