Trasporti
«Le parlavamo, non rispondeva»
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Un particolare dei rottami dellauto dopo lincidente costato la vita a Monica Filippi e il tratto di strada dovè avvenuto limpatto della vettura con il guard-rail che delimita la carreggiata La disperazione dei due amici che erano in auto con Monica Filippi
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BUTI. «È morta, non risponde. L'abbiamo chiamata, non risponde, aiutatela. Fate qualcosa per lei». I due amici rimasti feriti nell'incidente costato la vita a Monica Filippi sono i primi a capire la gravità della situazione. Sono le 4 quando Gionata Valdiserra, 35 anni, il conducente della Golf ora in stato di arresto per omicidio colposo e l'amico Luca Scarpellini chiamano i soccorsi. Loro sono feriti ma riescono a camminare. Chi li ha visti racconta la loro disperazione. Le mani nei capelli, lo sguardo perso verso l'amica che non può sentire le loro voci. Quando vedono i vigili del fuoco i due feriti supplicano un loro aiuto. Inutile: i due amici si rendono conto del dramma. Sono così in stato di choc che il primo pensiero dei soccorritori è quello di non farli assistere allo strazio del recupero del cadavere. Devono poi lavorare a lungo per estrarre la salma, poi trasportata all'istituto di medicina legale di Pisa a disposizione della Procura di Pisa che ha aperto un'inchiesta sull'incidente mortale. L'auto è stata sequestrata. Per la famiglia Filippi, messa a conoscenza della tragedia dai carabinieri, sta per iniziare un calvario. Monica è figlia di Roberto, pensionato e per anni impiegato nella cooperativa Rinnovamento, la madre Grazia Pardini. Il fratello maggiore si chiama Marco. Famiglia conosciuta in paese, abita vicino al circolo Primo Maggio. Lei, Monica, aveva sfilato in abito storico anche in occasione dell'ultimo Palio delle Contrade, lo scorso gennaio. Una brava ragazza, sapeva farsi volere bene, capace nel suo lavoro. Era fidanzata fino a poche settimane fa con un ragazzo, poi un periodo di crisi. L'altra sera Monica è andata al Gens a Gello di Pontedera come tante altre volte il sabato sera. E come chissà quante altre volte, deve avere lasciato la sua auto a Buti (ieri ancora non si sapeva dove l'aveva parcheggiata) ed è andata in discoteca con gli amici. «L'ho vista pochi giorni fa - dice una parente - era felice, si era laureata bene in scienze infermieristiche e lavorava da due mesi a Livorno, era molto soddisfatta di questa esperienza. Siamo distrutti. C'è poco da dire in momenti di dolore come questi. I genitori speravano di poterla vedere, non sanno ancora se sarà possibile». «Siamo addolorati e colpiti - dice il capocontrada di Ascensione - stasera (ieri per chi legge, ndr) ci riuniamo per decidere come ricordarla. Ma è così difficile». La contrada è in lutto: in tanti stentano a credere che Monica non parteciperà più ai loro incontri. Tutta la comunità butese è vicina ai Filippi. Monica era cugina del calciatore Francesco Pratali, ex Empoli, Siena e Genoa, impegnate nella massima serie. S. C. ALTRO SERVIZIO A PAG. 3
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