Il Tirreno

Pontedera

Il 7 luglio si decide sul concordato

Su Delca, il Comune ha fatto il possibile

Guido Bini

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 VICOPISANO. Per i lavoratori della Delca - e per la Delca stessa - si avvicina il giorno della verità.  Il 7 luglio, in tribunale a Pisa, saranno invitati al voto i creditori, che dovranno decidere se accettare o meno la richiesta di concordato preventivo avanzata dai titolari dell'azienda lugnanese, i fratelli Felicino e Domenico Del Carlo.  Da tempo i dipendenti continuano a non riscuotere, neppure la cassa integrazione in deroga accordata loro, e sulla vicenda si è innescata una polemica tutta politica, interna al Comune di Vicopisano.  Alle accuse di immobilità e di insensibilità mosse da Marrica Giobbi, consigliere d'opposizione di "Per i cittadini", risponde oggi l'assessore al lavoro Andrea Taccola. «A differenza di quanto sostiene Giobbi - esordisce l'assessore vicarese - il Comune ha sempre seguito da vicino la vicenda della Delca e dei suoi lavoratori. Oltre al sindaco e al vicesindaco, me ne sono occupato io personalmente in quanto assessore al lavoro, spesso assieme ai sindacati e all'assessore provinciale Anna Romei».  Sul fatto che i dipendenti, in tutto 27, non riescano a riscuotere la cassa integrazione in deroga riconosciuta loro, l'assessore si sente in dovere di fare alcune precisazioni. «Prima di tutto - dice Taccola - è vero che ci sono dei ritardi nell'erogazione, ma i dipendenti possono stare sicuri che riscuoteranno quanto previsto dalla Regione. Detto questo, bisogna sottolineare il fatto che se questi lavoratori godono oggi di ammortizzatori sociali, bisogna ringraziare la Regione, la Provincia e il Comune, non certo il governo guidato dal Pdl, sotto la cui bandiera la consigliera Giobbi si è fatta eleggere».  «Il Comune di Vicopisano - conclude l'assessore Taccola - ha iniziato a ricevere e a dialogare con i dipendenti della Delca sin dal marzo 2010, quando si evidenziarono i primi problemi di stipendi arretrati. Poi gli incontri sono proseguiti, a più livelli, e ricordo un'assemblea pubblica con i dipendenti e l'assessore Romei alla quale Giobbi non partecipò. E' quindi assurdo che soltanto oggi venga a chiedere un tavolo di confronto, ed è ancora più assurdo che utilizzi parole come "colletta", che ledono la dignità di questi lavoratori, che mai sono stati lasciati soli dalle istituzioni pubbliche del territorio, a cominciare dal Comune di Vicopisano».

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