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Pontedera

Piaggio rilancia arriveranno in città nuovi investimenti

Manolo Morandini
Piaggio rilancia arriveranno in città nuovi investimenti

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 PONTEDERA. Sono 40mila. Tutti motori 4 tempi 3 valvole, a basso comsumo e ridotto impatto ambientale, e si produrranno a Pontedera. È questa una delle cifre messe sul tavolo delle segreterie sindacali dal presidente e Ad di Piaggio Roberto Colaninno (nella foto). Un incontro con cui il presidente di Casa della Vespa ha rilanciato il ruolo di Pontedera nelle strategie del Gruppo. Investimenti confermati, oltre 300 milioni in cinque anni in Italia, e altri in arrivo. Nel dettaglio, un centro stile per le due ruote del Gruppo e uno dedicato alla ricerca e sviluppo delle motorizzazioni diesel. Uno stabilimento centrale nei disegni di un Gruppo che ha avviato con decisione i processi di internazionalizzazione delle produzioni.  Lo scenario mette tutti d'accordo. Al punto che le segreterie provinciali Fiom, Fim, Uilm e Uglm commentano a una sola voce: «Si tratta di scelte strategiche e di investimenti con cui dare corpo al disegno di sviluppo. La giusta chiave in un contesto di crisi generale e di settore». Un segnale che Piaggio vuol tenere la barra dritta. Il mercato delle Due ruote è in calo in Italia, una flessione di oltre il 25%, e quello europeo non dà segnali di discontinuità rispetto al 2010. Anzi a complicare lo scenario è la grande volatilità in termini di modelli e prodotti richiesti dai mercati. Anche la Grecia non aiuta. Le vendite oltre il mar Egeo sono ferme, da sempre invece un mercato di sbocco significativo per gli scooter Beverly e Liberty.  Sarà il Piano strategico triennale, in fase di elaborazione, a definire i dettagli della strategia d'investimento su Pontedera. Intanto, sta prendendo corpo il Centro mondiale ricambi. Vale circa 45 milioni di euro e l'azienda ha annunciato che sarà operativo da novembre del prossimo anno.  Dall'Ad Piaggio però è arrivata anche una condizione: serve condivisione. Il Gruppo sugli investimenti annunciati vuole arrivare alla composizione di un "Tavolo" a cui siedano l'azienda, le istituzioni, Regione, Provincia e Comune di Pontedera, ma anche i sindacati. Una condivisione che va a braccetto con l'opportunità di accedere, attraverso la Regione, anche al canale dei finanziamenti della Comunità europea.  C'è un'altra cifra sul tavolo dei segretari dei metalmeccanici: 24mila ore di sciopero. Un cumulo che si alimenta di continuo. A maggio su 21 giorni lavorativi in 17 c'è stato sciopero, dai quindici minuti in sù. Vale tirata d'orecchie per il sindacato. Anche se i segretari precisano che Colaninno lo ha fatto sottolineando che «I diritti dei lavoratori sono tali e nessuno vuol metterli in discussione, ma un'azienda progredisce se c'è il consenso sulle cose che si fanno». Unica sottolineatura con riferimento al lavoro al sabato da parte di Marcello Franchi. Il segretario della Fiom è, infatti, il più esposto alla critica: «I contratti devono essere esigibili dalla prima all'ultima riga e da entrambe le parti».

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