Il dolore
Non mandavano i figli a scuola
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Controlli contro la dispersione scolastica (Foto darchivio) Denunciati dalla polizia municipale i genitori di tre bambini
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PONTEDERA. Durante l'anno scolastico appena concluso non hanno mai mandato i figli a scuola. Per questo i genitori di tre bambini residenti in città sono stati denunciati in stato di libertà dalla polizia municipale che non è nuova a verifiche di questo genere. I controlli servono anche a contrastare il possibile sfruttamento dei minori. I bambini, che non vanno a scuola, è molto più facile che vengano mandati a lavorare o, peggio, a mendicare. Le verifiche per arginare la "dispersione" scolastica vengono effettuate in accordo con i presidi dei vari istituti scolastici. Anzi, a volte, sono proprio le scuole a segnalare la prolungata assenza degli alunni. La polizia municipale ha denunciato i genitori slavi di un bambino e la madre di altri due che avrebbero dovuto frequentale le elementari e le medie. Genitori giovani che abitano nella villa del Podere Cincinnato a Gello e che fanno parte di un nucleo familiare che ha già avuto problemi di questo genere, per l'inosservanza degli obblighi scolastici. Non mandare i figli alla scuola dell'obbligo, infatti, è un reato previsto dal codice penale (articolo 731, inosservanza dell'obbligo dell'istruzione elementare dei minori) e quindi periodicamente la polizia municipale controlla i casi considerati più a rischio. Di solito i genitori denunciati sono stranieri, spesso proprio di nazionalità slava. Dopo la denuncia vengono coinvolti i servizi sociali. I nomi delle famiglie e dei minori vengono comunicati agli assistenti sociali che dovranno intervenire per verificare se, alle spalle della situazione, ci siano condizioni di particolare disagio familiare. In questi casi viene controllato che i bambini non vengano sfruttati a chiedere l'elemosina o per farli lavorare. S. C.
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