Il Tirreno

Pontedera

Sede e partner privato cercansi

Andreas Quirici
<b>IL PRESIDENTE</b> Renato Bacci alla guida della residenza per anziani Santa Chiara a Volterra
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IL PRESIDENTE Renato Bacci alla guida della residenza per anziani Santa Chiara a Volterra

S. Chiara, il presidente parla del futuro dell'azienda: ripianeremo i debiti

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 VOLTERRA. Un milione e 400mila euro di debiti verso fornitori e Cassa di risparmio di Volterra. Una consulenza tecnica per preparare piano industriale. La ricerca di un partner privato e di una nuova sede. Temi che il Santa Chiara, l'azienda di servizi alla persona che tanto fa discutere (e preoccupare il personale) sta affrontando in queste settimane. E a parlarne è il suo presidente, Renato Bacci.  Cominciamo dal debito. Come intendete ripianarlo?  «Diciamo che i debiti vanno onorati e stiamo trattando con l'istituto di credito volterrano per sottoscrivere un mutuo liquidità, in cui la banca chiederà garanzie basandosi su una parte del nostro patrimonio immobiliare che ammonta a 13 milioni. Poi tutto sarà oggetto del piano industriale che spero di riuscire a presentare entro la fine di quest'anno».  Anche grazie a una consulenza tecnica. Ci può dire qualcosa in merito? «Così avremmo maggiori garanzie sulla riuscita dell'operazione. Parallelamente, però, ci muoveremo in maniera autonoma per trovare la strada giusta per un piano che porti sviluppo e crescita per l'azienda. Per quanto riguarda il soggetto tecnico, non sarà una persona singola, ma una società, di cui però non posso dire altro, perché siamo in fase di trattativa».  A che punto è la ricerca del partner privato?  «Abbiamo ricevuto manifestazioni d'interesse, ma non posso dire di più».  Cambierà qualcosa per i dipendenti e per la stessa azienda S.Chiara?  «L'obiettivo è cambiare il corso degli eventi, ma non a scapito della qualità del servizio, della natura pubblica del S.Chiara e del contratto del settore pubblico dei dipendenti. Sono questi i tre paletti su cui si basa il mandato che ho ricevuto dal cda per la ricerca del partner privato. Chi ci affiancherà non sarà mai azionista di maggioranza e dovrà rispettare la salvaguardia della tipologia contrattuale dei lavoratori».  Un elemento di discussione riguarda la nuova sede. Sarà davvero il Chiarugi?  «Negli incontri con i dipendenti e i sindacati ho detto che la nostra attuale sede non è adeguata alle esigenze. Ho anche detto che sarebbe positivo se ne realizzassimo una nuova in una struttura di nostra proprietà, facendo l'esempio del Chiarugi. Ma se sarà davvero questa la nostra destinazione, dovremo valutarlo nel percorso di redazione del piano industriale, in cui valuteremo costi e opportunità di questo eventuale cambiamento».

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