Lutto
Scoperto il magazzino dei falsi
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Una parte del carico di Nike contraffatte sequestrato dalla Finanza Sequestrati due container con oltre 35mila scarpe "Nike" contraffatte
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SANTA CROCE. La Guardia di Finanza ha sequestrato due container di scarpe "Nike" contraffatte. La merce, appena arrivata dalla Cina, era stata stoccata in un magazzino nella zona di Santa Croce ed era pronta ad invadere il mercato della provincia di Pisa. Per eludere i controlli, era stato previsto anche un carico di copertura, consistente in borse di pelle prive di qualsiasi etichetta. L'operazione è stata condotta nelle scorse settimane dal nucleo di polizia tributaria di Pisa nel settore della lotta alla contraffazione dei marchi registrati. I finanzieri, durante un normale controllo alle merci che viaggiano su strada, hanno fermato un furgone che trasportava numerose scatole. Insospettiti dall'atteggiamento del conducente, hanno deciso di effettuare un controllo più approfondito sulla merce trasportata. Nelle scatole c'erano numerose calzature "Nike" contraffatte. L'occupante del mezzo, un cittadino di origine senegalese, non in regola con le normative sugli stranieri, ha ammesso di averle appena acquistate da un cittadino cinese che le stava vendendo in quella zona. Poco dopo è stato individuato il magazzino di stoccaggio della stessa merce e alla successiva perquisizione sono stati trovati due cittadini cinesi e due cittadini senegalesi intenti allo scambio della stessa merce rinvenuta a bordo del furgone. La perquisizione ha permesso di sequestrare oltre 35.000 paia di scarpe "Nike" contraffatte e. 3.700 euro in contanti, parte dei proventi della vendita della merce illecita. I responsabili, in totale cinque, sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Pisa per contraffazione, ricettazione e immigrazione clandestina. I servizi contro la contraffazione fanno parte del controllo economico del territorio. Secondo la Finanza, sono una delle risposte ai traffici illeciti di minore spessore e alla minuta vendita, con lo scopo anche di ricostruire la filiera colpendo chi gestisce i canali d'importazione, i lavoratori abusivi, le aree di stoccaggio e deposito, nonché le reti della grande distribuzione.
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