Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

Rifiuti, ecco perché è necessario ampliare la discarica di Legoli

Paolo Marconcini   presidente Geofor

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Nella conferenza internazionale sul ciclo integrato dei rifiuti urbani, abbiamo ascoltato esperienze europee. Anche Antonio Massarutto, docente di economia dell'Università di Udine e alla Bocconi, ha messo in evidenza che è utile riferirsi a scenari integrati, caratterizzati dall'uso equilibrato di diverse politiche e tecnologie di trattamento. Una riflessione si impone. Le leggi: dobbiamo capire se cambia qualcosa dopo il referendum che ha abrogato il 23 bis. Ci stavamo preparando alla gara, ma abbiamo preso sul serio il percorso adottato dai 111 Comuni dell'Ato. Sarebbe giusto che proseguisse. Per la "newco" che si deve costituire per selezionare il gestore unico, continuo a pensare che il modello pisano, che mantiene la proprietà degli impianti esistenti in mano pubblica, sia una risposta ai risultati referendari e prefiguri una soluzione più forte e capace di risolvere il problema dei debiti, che per i sindaci, non dovrebbero passare tutti al nuovo gestore.  Ridurre i rifiuti: occorrono interventi dei Comuni (riduzione o eliminazione shoppers, fontanelli pubblici, riduzione piatti e bicchieri di plastica nelle mense ecc.) e leggi che attuino il principio della responsabilità estesa del produttore, penalizzando chi produce imballaggi in eccesso e premiando chi ne fa meno.  Differenziare e riciclare: bisogna implementare tutti i sistemi di aumento della raccolta differenziata, con un'attenzione alla qualità. È necessario prevedere un sostegno pubblico agli acquisti verdi e alla realizzazione delle filiere industriali del riciclo, puntando al 50% di riciclo. Impianti: vanno realizzati tutti i nuovi impianti di trattamento dell'organico previsti dal piano Ato Costa. Il progetto del nuovo impianto anaerobico di trattamento dell'organico con produzione di compost e di energia in provincia di Pisa va a gara. Sul recupero energetico l'Ato Costa è debole, ha impianti obsoleti. Il vecchio termovalorizzatore di Ospedaletto (60 mila t./anno) deve essere "revampato" per essere mantenuto in sicurezza ed efficienza per i prossimi 7 anni (tempo necessario a realizzare un nuovo impianto a Livorno). Ciò è un problema economico di cui anche il piano interprovinciale si deve far carico (cosa che non mi pare sia prevista).  Discariche: in Toscana abbiano 21 discariche in cui confluiscono circa il 60% dei rifiuti urbani. Le 3 discariche di rilievo regionale Terranova Bracciolini, Scapigliato e Legoli sono le migliori per affidabilità ambientale e capienza. Ci salvano di fatto dall'emergenza rifiuti. Quella di Legoli è tra le più qualificate d'Europa. Dobbiamo consentire l'allargamento di un numero contenuto delle migliori e depotenziare gradualmente le altre. Per questo, è necessario autorizzare l'ampliamento della discarica di Legoli. I comitati e la società civile vanno ascoltati. Esprimono giuste preoccupazioni alimentate da un quadro strategico e politico poco certo, ma non si possono assecondare gli atteggiamenti "nimbysti", gli ancor più disarmanti effetti "banana" (Build absolutely nothing anywhere near anything) e l'oscurantismo non sempre responsabile, talora insito in queste posizioni. Chi si oppone alla realizzazione di nuovi impianti e nello stesso tempo al potenziamento programmato di alcune discariche, agitando un ideologico imminente o prossimo avvento del "rifiuto zero", sbaglia.

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