Sicurezza
Muore a 48 anni mentre fa footing
Sabrina Chiellini
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Il luogo della tragedia La vittima è un notissimo avvocato. La tragedia ieri mattina in via Aiale
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CASTELFRANCO. Rideva e scherzava fino a due minuti prima di morire. Raccontava di quando andava a sciare sulla Marmolada. Poi il silenzio. Lo hanno visto mettere un piede quasi sopra l'altro e cadere all'improvviso. «È andato giù come un sacco», racconteranno gli amici, che stavano correndo insieme alla vittima. Cadendo sull'asfalto di via Aiale, Alessio Ceccanti, 48 anni, avvocato, originiario di Castelfranco di Sotto e residente a Fucecchio, si è ferito alla testa. Ma non sono state queste le cause della morte. Probabilmente il podista è stato ucciso da un infarto che non gli ha dato neppure la possibilità di reagire, di mettere le mani avanti per proteggersi quando è caduto a terra. La salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale di Pisa a disposizione dell'autorità giudiziaria. Solo l'autopsia potrà aiutare a capire cosa ha ucciso il noto professionista. Ceccanti era insieme ad un gruppetto di amici, tra loro c'era anche il luogotenente Emanuele Quaranta, comandante della stazione carabinieri di Castelfranco di Sotto. Come tante altre volte si erano dati appuntamento a Montefalconi che non è troppo distante da dove è avvenuta la tragedia. Quando Ceccanti si è sentito male - erano circa le 8,30 - i podisti avevano percorso pochi chilometri in una mattina dalle temperature abbastanza accettabili (non più di 22 gradi) rispetto al caldo di questi ultimi giorni. Attraversata la Francesca Bis, i podisti si sono addentrati in via Aiale, vicino alla zona industriale. È qui che Ceccanti ha perso la vita. I primi a cercare di aiutarlo sono stati gli amici. «L'ho massaggiato a lungo, non c'è stato niente da fare», dirà disperato Quaranta, nell'attesa dell'intervento dell'ambulanza della Pubblica Assistenza di Santa Croce arrivata con il medico dopo essere stata allertata dal 118 di Empoli. Inutili sono stati i tentativi di rianimare l'avvocato, che è rimasto a lungo sull'ambulanza con il personale sanitario che ha attuato tutte le manovre di rianimazione necessarie prima di arrendersi alla tragica realtà. Nel frattempo gli amici, che avevano sperato potesse esserci una speranza di salvezza per Ceccanti pur avendo intuito che la situazione era grave, sono arrivati a Castelfranco. Chi è andato al pronto soccorso, chi ha informato i familiari. Ma tutti, poco dopo, sono tornati in via Aiale avendo nel frattempo saputo della tragedia. La strada, nel tratto dove il podista è caduto, è stata chiusa al traffico con l'intervento della polizia municipale di Castelfranco. «È morto mio fratello, è successo a Alessio, non ci posso pensare», sono state le prime parole della sorella Antonella quando è arrivata, insieme ad altri familiari della vittima, nei pressi dell'ambulanza dove la salma è rimasta in attesa dell'intervento della procura. La donna, titolare di una edicola a Castelfranco, quasi stentava a credere alla terribile notizia, cercava anche solo con lo sguardo un segno che potesse aiutarla ad affrontare il dramma. Anche il sindaco, Umberto Marvogli, si è recato dove è morto Ceccanti. È stato uno dei primi a sapere della tragica fine del professionista che aveva uno studio legale a Santa Croce sull'Arno. «Lo conoscevo bene - dice il sindaco - sono rimasto molto colpito. Lo stimavo come persona e professionista. È stato consulente per il Comune e nella passata legislatura lo avevo nominato come rappresentante dell'amministrazione comunale nel consiglio di indirizzo della Cassa di risparmio di San Miniato. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia».
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