Italia
Il Comune di Castelfranco è entrato in possesso dei primi 24mila metri quadrati dellarea destinata al progetto
Diventa realtà il parco fluviale
Rachele Di Saverio
Un percorso attrezzato per jogging, pesca, gite a cavallo e in bicicletta
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. Immaginate un parco fluviale lungo l'Arno che si estende dalla zona della vecchia fornace fino all'argine in corrispondenza di via di Petriolo. Un luogo attrezzato in cui fare jogging, gite a cavallo, in bicicletta, praticare pesca o semplicemente stare a contatto con la natura. Tutto questo comincia a diventare realtà: il Comune di Castelfranco è entrato in possesso dei primi 24mila metri quadri di quello che diventerà il parco fluviale. Un progetto ambizioso contenuto nel regolamento urbanistico vigente ma al quale l'amministrazione sta lavorando dal 2003 mediante l'uso di uno strumento innovativo: la perequazione urbanistica non contigua. Si tratta di un meccanismo che permette di instaurare un nuovo rapporto fra piano pubblico e progetti privati in un'ottica di collaborazione che permetta alle amministrazione di realizzare opere pubbliche altrimenti proibitive in un momento di crisi e ai privati di operare a favore della comunità avendo così un ritorno di immagine ma anche degli incentivi. Entrando nel caso in questione, l'amministrazione ha previsto che i lottizzanti dell'isolato 61, posto nel macrolotto industriale castelfranchese, se avessero scelto facoltativamente di acquisire e cedere all'amministrazione le aree verdi della zona destinata al parco fluviale avrebbero avuto un incremento di indici edificatori che poteva essere realizzato non sui terreni acquistati ma su quelli dell'isolato 61. Così aziende come la Tuscania, Planet e altre, che edificheranno le loro concerie nel macrolotto industriale castelfranchese, isolato 61, si sono fatte carico di acquistare le aree del parco fluviale ricevendo in pratica la possibilità di edificare maggiormente in volume nel macrolotto (incremento di indice edificatorio) che comporta anche un aumento del valore del terreno. Grazie alla perequazione l'amministrazione ha così evitato di ricorrere all'oneroso esproprio per l'acquisizione di aree per la realizzazione di opere pubbliche. In questo caso inoltre il Comune ha anche aumentato l'attrattività del macrolotto industriale incentivando importanti aziende a edificare a Castelfranco, con un importante ritorno in termini di sviluppo industriale del territorio. «Siamo stati uno dei primi Comuni a sperimentare la perequazione a distanza inserendola nel regolamento urbanistico del 2003 - commenta il sindaco Umberto Marvogli -. Allora non era una pratica molto seguita ma la nostra scelta si è rivelata lungimirante e oggi ha dato i primi frutti. Il valore di questo strumento, nel 2005, è inoltre stato riconosciuto dalla normativa regionale confermando la nostra scelta». L'amministrazione ha rivolto infine un plauso alle aziende che si sono messe a servizio della comunità e a Roberto Petri, legale rappresentante del Consorzio Urbanizzazione "Pellino Campi Alti" per la mediazione svolta con i lottizzanti interessati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google