Lutto
Il Festival apre alle scuole
Teatro Romano, patron Migliorini racconta la nuova edizione
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VOLTERRA. Una città dalle grandi potenzialità culturali. Una di queste si chiama Festival Internazionale del Teatro Romano che continua a difendere con tenacia l'importanza del Teatro Romano di Volterra. «L'iniziativa è nata per il fatto che il Teatro Romano non veniva usato; - si presenta l'ideatore e organizzatore Simone Migliorini - era stato fatto un primo tentativo di restauro, ma a causa di un errore non era andato bene, per cui i lavori erano stato bloccati e mai riaperti. L'idea è nata 15 anni fa, ma il festival vero e proprio esiste solo da 9 anni, anche se in precedenza c'erano stati alcuni tentativi di spettacoli, fra i quali la grande iniziativa Lanx Satura e uno spettacolo con Giorgio Albertazzi». Uno degli scopi del festival è, appunto, quello ndi valorizzare il teatro e di contribuire alla promozione culturale di Volterra. Come era l'intenzione di Enrico Fiumi, che ha scoperto il teatro romano. «Il problema di questa iniziativa - continua - è che è indipendente e gode solo di un piccolo finanziamento da parte degli enti. Nonostante questo è riuscito comunque a coinvolgere grandi registi, a far scaturire l'interesse dell'Unesco e del Presidente della Repubblica ed è stato inoltre oggetto di tre tesi di laurea». Tante le idee di Migliorni per questo 2011. «Si prevede una serata con Elisabetta Pozzi che, con la presenza di un mimo giapponese, porterà in scena Cassandra. Ci sarà poi una serata di Gala, con la presenza della prima ballerina della Scala di Milano, e una serata di teatro-danza in cui verrà inscenato l' Orfeo De' Pazzi, di Agnolo Poliziano. Ci sarà, inoltre, uno spettacolo contemporaneo di una compagnia italo-russa, ispirato al Purgatorio dantesco, ma realizzato con gonfiabili illuminati. Verrà rappresentato anche Salomè di Oscar Wilde, con la partecipazione dell'Accademia delle Belle Arti, a Volterra per la seconda volta. Sarà forse presente il grande regista Woody Allen e verrà inserita una sezione dedicata a Ingenia Volaterrana». Le iniziative saranno dunque tra le più varie e interessanti e si occuperanno anche del coinvolgimento dei giovani e delle scuole, dato che «Saranno ospiti l' Itcg e il liceo "Carducci" di Volterra, che saranno chiamati a presentare alcuni progetti cui gli studenti si sono dedicati durante l'anno scolastico ormai concluso. È nostra intenzione inoltre proporre per l'anno prossimo un concorso fra scuole superiori, una sorta di Certamen, il cui vincitore otterrà la presentazione del suo operato in una serata del Festival. Quest'anno verrà presentata anche una retrospettiva con le proiezioni di alcuni spettacoli degli anni precedenti, la copia dei quali è già in corso poiché è in atto l'idea di distribuirne i DVD alle biblioteche delle scuole», va nei dettagli. E il futuro come si prospetta? «Il Festival rischia di terminare in breve tempo a causa della scarsità dei contributi e questo sarebbe un grave danno per la città, ma anche per l'umanità perché il teatro verrebbe chiuso e tornerebbe ad essere inutilizzato», dice con rammarico. La sua riflessione però si amplia sottolineando un aspetto essenziale che guarda al futuro: «È un errore fare della cultura un semplice evento: è giusto invitare persone come Alan Rickman, ospite dello scorso anno, perchè arricchiscono lo spettacolo, ma è sbagliato invitarle con lo scopo di accrescere il pubblico. L'evento che mira a un grande pubblico è adatto per città che hanno uno scarso humus culturale, ma l'arte è l'espressione della terra in cui vivi e Volterra non deve esprimersi solo come "albergo" per grandi personaggi». Alessandra Fanni e Paul Gabriel Di Sessa 2ª Liceo Classico
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