La manifestazione
Ultimatum al Consorzio Etruria
Giacomo Pelfer
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Uno scorcio del paese di Corazzano In una lettera il sindaco invita a stringere sui tempi del progetto
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SAN MINIATO. Un ultimatum al Consorzio Etruria, ma senza infierire. È questa, in sintesi, la linea che l'amministrazione comunale di San Miniato ha scelto di adottare nei confronti della San Miniato Gestioni, la società partecipata dal Consorzio e da Pisa Parcheggi, ovvero i due partner privati del project financing San Miniato Infrastrutture. Un accordo il project del 2005, al quale la città della Rocca ha affidato una bella fetta del proprio futuro, soprattutto per il centro storico. Da alcuni anni quell'accordo viaggia a rilento, con una serie di progetti praticamente dimenticati, accantonati da un project che evidentemente non ha reso quanto doveva, e sul quale adesso pende la crisi conclamata del Consorzio Etruria. «Due settimane fa - racconta il sindaco Vittorio Gabbani - ho inviato alla San Miniato Gestioni una raccomandata per avere chiarezza sulle intenzioni del privato in merito ai progetti non realizzati. Per adesso non abbiamo ricevuto risposta. Vogliamo capire se la società è viva o se rappresenta un ramo secco del Consorzio Etruria. Aspetteremo al massimo qualche settimana, poi dovremo fare delle valutazioni». Il Comune ha rispettato gli obblighi previsti dal project, consegnando a titolo definitivo o in gestione una serie di proprietà, compresi 460 posti auto a pagamento, e accollandosi per 20 anni una rata semestrale da 85mila euro per coprire un mutuo acceso dal privato. Tra le opere che San Miniato Gestioni doveva realizzare, invece, si conta solo il complesso di 14 alloggi sociali a San Romano, mentre non si hanno più notizie dell'ampliamento del Cencione, di via Sasso e dell'area peep a Corazzano. Gli esponenti di Sel hanno ricordato al sindaco che, in base al contratto, il Comune potrebbe chiedere una sanzione al privato, oppure sciogliere definitivamente l'accordo per inadempienza. «Per adesso non escludiamo nessuna di queste strade - dice Gabbanini -, ma prima dobbiamo capire come evolverà la crisi del Consorzio, tenendo conto dei posti di lavoro e dell'indotto. Si tratta di un accordo flessibile, che magari potrà essere valutato e ridiscusso in base alle nuove priorità». Tra le opere accantonate, quella che sta maggiormente a cuore all'amministrazione è senza dubbio l'ampliamento del parcheggio del Cencione: il lotto 2, stimato inizialmente in 120 posti auto, poi ridimensionati a 80. «Ne abbiamo riparlato con il privato lo scorso settembre - racconta il sindaco - mentre stavamo definendo la questione dei posti auto. La cosa sembrava essere ripartita: i tecnici del Consorzio ripulirono la zona ed effettuarono nuovi rilievi e sondaggi nel terreno. Poi non se n'è saputo più niente».
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