Attenzione
Gli studenti spiazzati dalle tracce
Alice Giusti Jacopo Paganelli
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I maturandi impegnati nella prima prova scritta I commenti tra i ragazzi dopo il primo giorno della maturità
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PONTEDERA. Il primo giorno di esami se ne è andato. Un po' sconvolti ma con le facce tranquille, i maturandi si lasciano andare ai primi commenti, al termine della prova di italiano. Dai licei agli istituti tecnici, la maggior parte degli studenti non si aspettava queste tracce. «Credevamo ci fossero temi di attualità, dal nucleare, all'Unità d'Italia, alla guerra in Libia o la beatificazione del Papa», dice Caterina Guidi, insieme alle compagne della 5ªAL del linguistico "Montale". Commento comune, anche nelle altre scuole. Tra i pochi scettici, Mattia Bertelli, della 5ªAST dell'Iti "Marconi", che definisce i toto-temi dell'anno «troppo scontati». Dello stesso avviso anche Gabriele Caverni della 5ªD scientifico. Per quanto riguarda le tracce effettive, invece, i commenti sono variegati. Molti si lasciano andare alle critiche: «Erano assurdi», recita in coro un capannello di ragazzi di ragioneria. «Quando ho visto i temi sono rimasto spiazzato. Non me li aspettavo. Ma in realtà erano fattibili», commenta Francesco Morgantini del geometri. Alla fine, è stato il saggio di ambito socio-economico, sull'alimentazione, a spopolare. Su 42, 20 studenti hanno scelto questo tema. «Era il più facile», dice Martina Malacarne della 5ªAM di ragioneria, mentre Sanoa Lombardi della 5ªBP, pedagogico, l'ha scelto perché «i testi di riferimento erano interessanti». Anche Ungaretti ha riscosso un discreto successo, nonostante i più si aspettassero D'Annunzio o Pascoli. Fuori dal coro Federica Pardini del classico, che commenta: «Io me lo sentivo che c'era Ungaretti!». Gradito anche il tema generale, sul concetto di "fama" ai giorni nostri, scelto perché «c'era molto da dire», come ci spiega Federica Macelloni della 5ªAL linguistico. Meno considerata la traccia su "Amore, odio e passione", prediletta solo da 5 studenti. Due persone hanno optato per il saggio di ambito politico-storico, mentre solo Gabriele Caverni ha scelto il tema su Enrico Fermi. Solitario anche Jacopo Caffarella, della 5ªALT dell'Iti, unico ad essersi cimentato nel tema storico, criticato dalle ragazze del classico perché «si riferiva a un periodo, gli anni '70, che a scuola non viene studiato». A Cascina, sul podio ci sono il saggio breve, "Siamo quello che mangiamo?", e il passo d'attualità "Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti", famosa massima di Andy Warhol. In una situazione di quasi par condicio. Uno sguardo al Pesenti. «Ho scelto il saggio breve perché era quello che più mi ha interessato», commenta a caldo Serena Sauro, 5ª A, la prima uscita da scuola verso le una e mezzo. Mentre Dario Masoni, della 5ª F, è di avviso diverso. «Sicuramente il tema sulla celebrità, che investiva anche i social network come Twitter e Facebook, era quello più calzante al mondo in cui viviamo. Inoltre era quello che necessitava di meno nozioni propedeutiche». Qualcuno ha selezionato poi il saggio sull'amore e la passione, ma in minore quantità: una di questi è Margherita Falaschi, 5ª D, che lo ha fatto per lo charme dell'opzione. Poi ci sono quelli che hanno optato per la traccia sulle militanze politiche (come Martina Andreotti, 5ª B, che andrà a frequentare proprio scienze politiche) e anche per la poesia "Lucca" di Ungaretti, poeta preferito da Dario Atzori, 5ª I. La situazione cambia leggermente all'istituto d'arte, dove sale la percentuale delle preferenze per il saggio sull'amore, in cui bisognava commentare anche alcune opere pittoriche. «L'ho scelto perché era quello più fattibile per noi. E, diciamolo pure, il meno peggio», aggiunge Sara Manfredini, 5ª A.
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