Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, democrazia a geometria variabile

Operai della Piaggio al lavoro
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Operai della Piaggio al lavoro

Dentro la Fiom sale lo scontro tra le diverse anime del sindacato

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 PONTEDERA. Una matrioska sindacale. Tante maggioranze quante le ragioni possibili. Dentro la Piaggio la sigla Rsu, Rappresentanza sindacale unitaria, è una coperta troppo corta rispetto a quanti dovrebbe coprire. Così si leggono prese di posizione a nome della Rsu con trattino a unire la sigla sindacale di riferimento dei delegati. La più attiva è la Rsu Fiom. I numeri scavano il solco: 9 delegati su 11 come area di riferimento hanno la Rete 28 aprile. E spesso la pensano diversamente dalle linee della segreteria Fiom provinciale.  L'ultimo motivo di scontro è la posizione sullo sciopero al sabato. A quello del 18 giugno l'adesione alla protesta non ha sfondato il 19%.  In una lettera 270 lavoratori, tra iscritti e simpatizzanti Fiom, rivendicano le ragioni per incrociare le braccia. Tutte istanze sostenute dalla maggioranza dei delegati che il sindacato ha nella Casa della Vespa, 9 su 11. La missiva è indirizzata alle segreterie provinciale e nazionale Fiom-Cgil. E ha il valore di una tirata d'orecchie.  «C'è parsa ambiguo definire legittima la presa di posizione della maggioranza dei rappresentanti della Rsu Fiom circa lo sciopero del sabato sulla flessibilità e dall'altro sostenere che il sabato è giusto lavorare. Ci chiediamo se tutto questo sia rispettoso verso i lavoratori che hanno eletto i loro rappresentanti nella Rsu Fiom o se contribuisce al loro ulteriore isolamento».  Un attestato di solidarietà che i delegati della Fiom aderenti alla Rete 28 Aprile incassano a tutto tondo. «Sappiamo tutti benissimo come i nostri rappresentanti debbano muoversi nel rispetto puntiglioso dei lor permessi sindacali - scrivono i 270 lavoratori -. E sappiamo tutti benissimo come la maggior parte di loro sia relegata alle officine meccaniche e tacciata di estremismo. Sappiamo anche come delegati Fim, Uilm o anche Fiom siano liberi di muoversi come vogliono non lavorando, usare favori e coperture per avere consenso con l'appoggio della direzione Piaggio».  La lettera entra nel merito delle rivendicazioni. E sottolinea: «Non capiamo cosa ci sia di estremista nel rivendicare maggiore democrazia sindacale in Piaggio o nel chiedere di confrontarsi su idee e proposte, invece che su paura e ricatti. Vogliamo ribadire che sono i lavoratori a scegliersi i rappresentanti sindacali e non le segreterie provinciali o peggio ancora le direzioni aziendali». E tutto a fronte di una precisa richiesta: «Un'assemblea in cui confrontarsi».  Sarebbe un dibattito interno alla Fiom se valesse il principio che la rappresentanza sindacale si chiama unitaria proprio perché delibera a maggioranza e non sigla per sigla. Lo sottolinea la segreteria provinciale della Uilm: «Occorre ripristinare quelle regole che da molti anni in Piaggio sono state sotterrate da chi ha usato il confronto per indebolire il sindacato. Proprio perché la Rsu è votatat dai lavoratori, 9 delegati non sono la maggioranza di 33». M.M.

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