Il Tirreno

Pontedera

«Alcune famiglie si sono ritrovate i pannelli a venti metri. Per questo scempio le case non hanno più valore»

Isola è ormai il paese degli specchi

Gianni Rosini
Alcune immagini del più grande complesso di impianti fotovoltaici nel comune di San Miniato; qui sotto il ponte dove era stato affisso il cartello di protesta
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Alcune immagini del più grande complesso di impianti fotovoltaici nel comune di San Miniato; qui sotto il ponte dove era stato affisso il cartello di protesta

Sale la protesta dei residenti per la costruzione degli impianti fotovoltaici

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 SAN MINIATO. «Benvenuti ad Isola, il paese degli specchi». Con questo ironico quanto emblematico cartello, adesso rimosso, venivano accolti, fino a qualche giorno fa, coloro che passavano dalla frazione sanminiatese dopo aver superato il ponte che collega il paese con Marcignana. Una scritta che testimonia il forte disappunto degli abitanti di Isola.  Un disappunto dovuto alla costruzione di uno dei più grandi complessi di impianti fotovoltaici autorizzati nel comune.  A segnalare l'episodio e a farsi portavoce del pensiero della cittadinanza è stato Carlo Giglioli, presidente del circolo Arci di Isola: «Da decine di anni - dice - questo paese è sempre stato considerato una palla al piede per ogni amministrazione comunale. Quello del fotovoltaico è solo l'ultimo emblematico caso che affligge la nostra frazione. Alcuni abitanti si ritrovano con pannelli fotovoltaici, non esagero, a 20 metri dalla finestra di casa. Le abitazioni del paese non hanno più valore grazie allo scempio che stanno costruendo e i giovani se ne vanno ad abitare altrove».  Ogni giorno vengono costruiti sempre nuovi pannelli e il risultato è una distesa di ettari di silicio in bella vista. Questo, continua a spiegare Giglioli, è la conseguenza di una mala amministrazione che si protrae ormai da troppi anni: «Sono ormai 20 anni che c'è stato un blocco dei piani urbanistici a Isola. Il paese non può ringiovanire perché non vengono dati i permessi per costruire nuove case e nuovi negozi. In questa maniera le attività chiudono e non ne aprono di nuove e i giovani vanno a vivere altrove. Lì dove adesso stanno costruendo il fotovoltaico è stata vietata, in passato, la costruzione di nuove case e anche di un possibile complesso artigianale che avrebbe dato nuova linfa vitale al paese e ai suoi giovani».  Giglioli elenca una serie di episodi che, a suo dire, testimoniano l'indifferenza delle amministrazioni comunali per il paese, non ultimo la questione riguardante i lavori per la costruzione del sottopasso della ferrovia, fermi ormai da anni. «Isola è fuori dalla zona di interesse del sindaco, porta pochi voti e per questo viene relegata ai margini, in favore di zone come San Miniato Basso, la "roccaforte" dell'amministrazione Gabbanini. Sembra che gli abitanti di Isola non paghino le tasse come tutti gli altri cittadini. Non mi vergogno di dire che anche io ho votato Gabbanini, ma non posso fare a meno di criticarlo per come anche lui sta amministrando la situazione del mio paese».  Il presidente del circolo prevede un futuro a dir poco macabro per la piccola frazione sita al di là della ferrovia, un futuro in cui Isola si ridurrà in una «città fantasma, morta. Una "ghost town", per dirla all'americana».

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